“Interventi non sufficienti a garantire la profittabilità dello stabilimento di Napoli nel lungo periodo e la competitività di Whirlpool nella Regione Europa, Medio Oriente e Africa”, così Whirlpool Corporation in una nota ha commentato l’articolo 11 del cosiddetto decreto salva-imprese, fortemente voluto dal leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio, per tutelare i lavoratori tenendo ben presente la situazione di incertezza che stanno vivendo, tra gli altri, gli operai dello stabilimento di elettrodomestici di via Argine. L’articolo prevede per le aziende con più di 4mila dipendenti, forti agevolazioni nei versamenti previdenziali, a patto che abbiano stipulato nel 2019 un contratto di solidarietà con una durata di almeno 15 mesi. Un tira e molla tra ministero, parti sociali e imprese andato avanti per mesi, con trattative che sembravano poter andare per il meglio. L’azienda, sempre in merito al decreto, ha ribadito la volontà di continuare la produzione a Napoli con una nuova missione, ma nella stessa nota ha detto che il provvedimento non rappresenterebbe un intervento strutturale per il futuro a lungo termine di via Argine, facendo notare il proprio investimento, circa 100 milioni negli ultimi anni, che sarebbe superiore all’impegno che verrebbe dal decreto. Decisi i sindacati nel rispondere all’azienda, per Giovanni Sgambati, segretario generale Uil Campania “il decreto è migliorabile e l’azienda non può accampare scuse”, auspicando un intervento anche della Regione Campania. Per Biagio Trapani di FIM CISL “l’azienda non rispetta i lavoratori e nemmeno i tavoli. Se ha fatto una scelta venga a dirlo nelle sedi opportune”.