Residenti in strada, scene di panico, tavolini divelti, fuggi fuggi generale.
Hanno vissuto ore difficili gli abitanti del Vomero, in via Scarlatti, per quanto accaduto sabato dopo le 23 in piena isola pedonale, all’incrocio con via Merliani. Tre colpi di pistola in rapida successione, abbastanza per far piombare la zona nel caos.

La folla si disperde, mentre intervengono i carabinieri della compagnia Vomero guidati dal maggiore Luca Mercadante: i colpi erano a salve.
La dinamica, ricostruita attraverso le dichiarazioni di tanti presenti, sembra la scena di un film.
Quello indicato come il «capetto» di un gruppo di non più di quattro ragazzini, apparentemente minorenni, si pone al centro della strada circondato dai suoi compagni, alza il cappuccio della felpa per coprirsi il volto e sfila dalla tasca una pistola di piccolo calibro. Una scena che non passa inosservata tra i passanti che iniziano a scappare prima ancora che l’incappucciato sparasse tre volte. Poi la baby gang scappa via verso piazza Vanvitelli, e lungo il percorso rovescia i tavolini dei bar e spinge i passanti. Nei pressi della stazione della metropolitana si perdono le tracce. Seppure venissero identificati, quei ragazzi non correrebbero nessun rischio giuridico. Le scacciacani sono di libero uso e al massimo potrebbero essere accusati di «esplosioni pericolose».

Certo, i colpi non erano pericolosi, ma il gesto spaventa. Colpisce per la naturalezza con cui un ragazzo può sparare in strada. E il tema della sicurezza torna argomento di discussione tra i cittadini e, soprattutto, nei Consigli di Municipalità.
Sicurezza e baby gang infatti sono stati i capisaldi della marcia «La Marea azzurra» organizzata dal Comitato Vivibilità Cittadina presieduta da Gennaro Esposito: «Da allora, abbiamo chiesto decine di incontri con il questore De Iesu che non ci ha mai risposto. Ci auguriamo che il neo questore Giuliano abbia una sensibilità diversa e accolga la nostra richiesta quanto prima. Noi, come sempre, saremo collaborativi, fornendo video su episodi di violenza e contro la legge», ha concluso il presidente del Comitato Gennaro Esposito.