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Colpi d’arma da fuoco sono stati sparati nel Rione Forcella a Napoli. Gli agenti della polizia hanno ritrovato tra Vico Zuroli e Via Vecchia Vicaria due bossoli ma al momento non risultano persone coinvolte. L’area di Forcella si trova nel cuore della città e, da ormai due anni, è protagonista di una faida tra il gruppo dei Giuliano, eredi dei boss che negli anni Novanta gestivano buona parte dei traffici illeciti di Napoli, e i Mazzarella, che dalla zona del Mercato hanno sempre avuto spinte verso il centro di Napoli, per conquistare i traffici di droga. A pochi passi dalla scuola e dalla biblioteca dedicati ad Annalisa Durante, una ragazzina di appena 14 anni che il 27 marzo 2004 morì colpita per sbaglio da un proiettile perché il vero obiettivo di quello scontro a fuoco era Salvatore Giuliano, detto ‘o russo… Proprio lì si è tornato a sparare. Sul posto sono accorse le volanti della Polizia per ricostruire l’accaduto, a seguito di una segnalazione di esplosioni d’arma da fuoco. A sparare sarebbero state due persone a bordo di un scooter. Non risultano feriti ma non ci sono altre certezze. Gli investigatori stanno tentando di ricostruire la dinamica.

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La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone, ritenute legate alla famiglia camorristica napoletana dei Buonerba, vicina al clan Mazzarella. Si tratta degli organizzatori, dei mandanti e dei killer del baby boss Emanuele Sibillo, il giovane di neppure 20 anni il cui corpo senza vita venne lasciato davanti al pronto soccorso dell’ ospedale Loreto Mare di Napoli la notte tra l’1 e il 2 luglio del 2015.

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Avrebbe compiuto 27 anni ieri Annalisa Durante, se non fosse morta all’età di 14 anni. La sera del 27 marzo del 2004, i killer volevano colpire Salvatore Giuliano diciannove anni e nipote dei fratelli Giuliano, che rispondendo al fuoco dei sicari, uccise Annalisa Durante. Oggi la terza edizione di “Un libro per Annalisa” l’iniziativa realizzata per il terzo anno consecutivo dall’Associazione Studenti Napoletani Contro la Camorra, che hanno organizzato una maxi-donazione nel Duomo di Napoli alla biblioteca proprio nel giorno del compleanno della ragazza, soprannominata “L’Angelo biondo di Forcella”.

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M5S Campania in difesa dell'Annunziata

IL M5S Campania si oppone alla chiusura dell’ospedale Annunziata. Le proteste delle ultime settimane e non hanno fermato l’attuazione del piano sanitario che ha bloccato i ricoveri in Terapia Intensiva Neonatale presso l’ospedale Annunziata. Dal 1 luglio e i neonati dovranno essere accolti dai reparti di competenza sul territorio cittadino, primo tra tutti il Santobono. Il gruppo del M5S Campania lancia l’allarme: “Pericoloso lasciar chiudere il presidio di Forcella”. A parlare, nel corso di una conferenza stampa, l’ex candidata alla poltrona di presidente di Santa Lucia e presidente commissione trasparenza Valeria Ciarambino. Nel corso del dibattito l’esponente politico ha accusato il direttore generale del Santobono Pausillipon e il commissario della Sun di non essersi presentati al dibattito per discutere del futuro della Sanità ospedaliera in regione. Per il presidente De Luca l’attacco del M5S campania è pretestuoso ed è solo sciacallaggio politico.

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I carabinieri dei nuclei investigativi di Napoli e di Castello di Cisterna (Napoli) hanno catturato a Pescopagano (Caserta), Ciro Contini, 28 anni, nipote del boss Eduardo Contini, detto «ò romano», ricercato dallo scorso febbraio perché accusato di associazione camorristica, porto abusivo di armi, tentato omicidio aggravato, estorsione, ricettazione. Ciro Contini è ritenuto dagli investigatori affiliato al clan Sibillo di Forcella, a Napoli.

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“Un popolo in cammino”. Un intero quartiere in piazza, per ricordare Maikol, ucciso a Forcella lo scorso 31 Dicembre. Gli occhi dei presenti sono lucidi e le luci delle candele illuminano le t-shirt con sopra stampato il viso del giovane 27enne che lavorava in zona come venditore ambulante. In strada ci sono proprio tutti, Il padre Antonio e la madre Carmela, accompagnati dai tre fratelli di Maikol che portano uno striscione con la scritta: “sei stato strappato dalla vita troppo presto ma resterai sempre nei nostri cuori”. Anche rappresentanti del comune – come l’assessore alle politiche giovanili Alessandra Clemente e l’assessore alla cultura Nino Daniele – ed i parroci Don Luigi Calemme e Padre Angelo Berselli, hanno voluto essere presenti alla marcia organizzata in rete dagli amici  dell’ennesima vittima innocente.

 

 

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Gli striscioni hanno circondato la piazza. Sono tutti dedicati a Maikol Giuseppe Russo, il ventisettenne ucciso dalla camorra il 31 dicembre in piazza Calenda a Forcella, quartiere di Napoli.
Il presidio per il ragazzo è stato organizzato da ‘Un popolo in cammino’, gli stessi giovani che sono scesi in piazza, nel rione Sanità, quando a settembre fu ucciso Genny Cesarano, altra vittima di camorra. A Forcella, a ricordare Maikol e chiedere ‘giustizia’, sono arrivati i suoi amici, il padre, le persone c’è lo conoscevano, ma nessuna folla come, invece, accaduto in altri casi. Il 14 gennaio alle 17.30 saranno di nuovo in piazza, come ha annunciato Ivo Poggiani, consigliere della Municipalità di Scampia, periferia nord di Napoli. L’appuntamento è di nuovo in piazza Calenda, davanti al Teatro Trianon, chiuso ormai da tempo.

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