Niente alberghi vista mare e waterfront meno attrezzato. Cambia il panorama di Bagnoli, o meglio, cambia il Piano di rigenerazione urbana del quartiere di Napoli Ovest. E la Regione non ci sta, chiede chiarimenti e ottiene lo slittamento della conferenza dei servizi decisoria per trasformare il piano in atto concreto.
Insomma, al termine della cabina di regia a Palazzo Chigi – presieduta dal ministro Barbara Lezzi – l’unica cosa che si vede all’orizzonte è soltanto un nuovo stop per Bagnoli: l’ennesima tappa in salita di un cammino iniziato ormai venticinque anni fa, per la riqualificazione dell’area ex Italsider.
Il Governo ha impiegato quasi un anno per convocare la cabina di regia, alla quale hanno partecipato il soggetto attuatore per la nuova Bagnoli Invitalia rappresentata dall’amministratore delegato Mimmo Arcuri e il commissario per Bagnoli Francesco Floro Flores, e – per la Regione – oltre a Bonavitacola, l’assessore all’Urbanistica Bruno Discepolo, con il sindaco gli assessori Raffaele Del Giudice, Carmine Piscopo e il direttore generale Attilio Auricchio.
E dopo dodici mesi di attesa il paradosso è non aver trovato neppure un accordo minimo. Ma il ministro Lezzi resta fiduciosa: «I cambi? – dice – Sono dettagli, abbiamo discusso con tutti gli enti locali. Ora dobbiamo accelerare, il governo ha messo 320 milioni e le bonifiche possono partire».
Accelerare, certo, ma nella migliore delle ipotesi i cantieri apriranno a settembre, considerando anche che molti suoli sono ancora sotto sequestro giudiziario.