Si è incatenato alla serranda del suo Cannabis Store dopo la chiusura avvenuta in seguito ad una sentenza della Cassazione sullo stop alla vendita della cannabis light e dei suoi derivati.

Il 27enne Virgilio Gesmundo, titolare e gestore del Green Planet Grow Shop di Caserta, è uno degli imprenditori che nel 2015 aprì il negozio incentrato quasi interamente sulla canapa e sui tanti prodotti che vi si ricavano, un mercato in fermento, la cui ascesa è stata arrestata proprio dalla sentenza della Cassazione.

Il Green Planet Grow Shop è stato chiuso lo scorso weekend sulla base di un decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Ma lui porta avanti la sua battaglia, “perché – sostiene il titolare Virgilio Gesmundo – nel negozio non vende solo sostanze ritenute stupefacenti”.

Intanto le proteste contro la sentenza iniziano a montare. Da Piazza Dante a Napoli partirà la manifestazione dal titolo «più cannabis, più lavoro, più salute». Vi parteciperanno molti dei 100 esercenti napoletani di cannabis light che hanno visto interrotta la propria attività. E non solo loro, se si considera il totale di lavoratori coinvolti nell’indotto: circa 1600 in Campania, tra dipendenti in negozio e coltivatori di oli e fiori. Più i musicisti Valerio Jovine, Andrea Tartaglia, Jah Farmer e i Busty Bros. Perché la crescita del settore è anche un viatico per ridurre l’indotto della criminalità organizzata.