Nei corridoi dei palazzi della politica romana lo dicono praticamente tutti: “Salvini chi lo ferma più”. Il leader della Lega, ormai star della tv e della Rete, sembra destinato a vittorie sonanti a partire dalle prossime elezioni Europee. I Cinquestelle cercano di limitarne la portata mediatica provando a dettare l’agenda politica scritta ogni giorno da lui soprattutto sul tema immigrazione: in parte, con la presentazione del Reddito di Cittadinanza e il no del ministro Costa alle trivellazioni, ci stanno riuscendo. Ma nel Palazzo i grillini sussurrano: “Ci stiamo provando, ma Salvini cresce sempre di più”. E le preoccupazioni del premier Conte mentre parlava con la Merkel (riprese e tradotte da Piazzapulita su La7) lo dimostrano. Dopo le europee quindi può cadere il Governo gialloverde? No, dicono in tanti. L’alleanza tiene. Al massimo faranno un aggiornamento del contratto. Di sicuro gli altri partiti vanno solo a traino per il momento: denotano un vuoto comunicativo rilevante. In casa Forza Italia, il ritorno in campo di Silvio Berlusconi viene visto come un modo per salvare il salvabile ma certo non la soluzione dei mali del vecchio centrodestra. Nel Partito Democratico, alle prese con l’ennesimo congresso fratricida, si naviga a vista senza riuscire a coagulare intorno ad un progetto l’eventuale malcontento nei confronti di Salvini e Di Maio. Insomma, l’Italia ribolle ed evidenzia equilibri precari soltanto sui media, nei salotti, fondamentalmente nel mondo che non ha votato né M5S né Lega.