Un ennesimo atto criminale nel Rione San Gaetano, quartiere Miano di Napoli, dopo il ferimento di Luigi Torino, figlio di Salvatore, ex boss attualmente collaboratore di giustizia. Nelle prime ore del mattino, intorno alle 4, in via Teano, all’altezza dell’isolato 8, quattro persone a bordo di uno scooter hanno lanciato una bomba carta all’ingresso di un palazzo, provocando con l’esplosione il danneggiamento della facciata e di alcuni scalini e di ben sei auto parcheggiate nei pressi dell’edificio. Nella stessa serata, nella vicina Via Vittorio Veneto, sono stati esplosi ben cinquanta proiettili, probabilmente da parte del commando incendiario che aveva agito nel Rione San Gaetano. Un episodio che potrebbe essere legato al ferimento di Luigi Torino. Il 41enne, accompagnato nella notte tra giovedì e venerdi all’Ospedale Cardarelli, avrebbe raccontato agli inquirenti di essere stato vittima di una tentata rapina. L’agguato a suo carico è accaduto comunque in un contesto intimidatorio nei confronti dei collaboratori di giustizia, dopo che era apparso in strada uno striscione critico nei confronti degli ex affiliati al clan Lo Russo, divenuti collaboratori di giustizia.

Intanto è giunto l’appello di padre Salvatore Cinque e padre Francesco Minervino, parroci delle chiese di Miano. Ma si può vivere così? – hanno scritto – Può un Paese civile lasciare un popolo in balia di bande di criminali? Che interessa ai cittadini sapere qual è in questo momento il clan vincente e quale quello perdente? Che interessa loro conoscere la mappa della camorra e i nomi dei camorristi? Alla gente semplice, onesta, perbene, interessa solo vivere in pace. Ne ha tutto il diritto. Mentre allo Stato compete il dovere di assicurarlo. A questa vergognosa forma di terrorismo, una volta per tutte, si deve mettere la parola fine.