Hanno dato vita a un sit-in in Piazza Bellini seguito da un corteo fino alla Questura, i componenti dei movimenti antagonisti, tra i quali il centro Insurgencia, per raccontare la loro versione in merito a quanto accaduto domenica sera, con il fermo dei tre attivisti dopo un controllo di Polizia, uno dei quali senza documenti, tramutatosi dopo ventiquattr’ore in domiciliari. Arbitrario viene definito quanto accaduto dai manifestanti. Intanto intervenuto il prefetto Marco Valentini che, ricordando la garanzia dei diritti, ha asserito che “in Piazza Bellini sono state aggredite le forze dell’ordine, ci sono stati molti contusi tra gli agenti e cinque auto danneggiate. Attaccare le forze dell’ordine è un reato e chi lo fa deve essere perseguito”. Per la Questura tutto sarebbe iniziato da parole ingiuriose indirizzate verso l’equipaggio che effettuava il controllo sul territorio, si parla inoltre di un rifiuto a fornire le proprie generalità da parte della persona fermata, che sarebbe poi stata raggiunta dalle altre due. Precisati anche i motivi dell’arresto: minaccia, lesioni, resistenza e danneggiamento aggravato. Denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le generalità.