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Emergono dettagli sulla morte di Maria Migliore, la trentenne originaria di Atina, in provincia di Frosinone, trovata carbonizzata martedi notte in un’ auto in fiamme alla periferia di Sant’ Antimo. La donna, secondo le indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord, sarebbe stata uccisa con colpi di pistola e poi data alle fiamme come vendetta per uno sgarro legato al traffico di stupefacenti. I Carabinieri della compagnia di Giugliano hanno arrestato un uomo e sua figlia, entrambi con l’ accusa di omicidio in concorso, una terza persona, il fidanzato della ragazza, denunciato per distruzione di cadavere. Gli accusati, originari di Sant’ Antimo, avrebbero incontrato la vittima la sera dell’ omicidio e nel corso dell’ ennesimo litigio l’ avrebbero uccisa, facendosi poi aiutare dal fidanzato della ragazza arrestata per occultare il cadavere.

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