Nell’oscurità, una presenza sonora, incandescente. New York, gli anni trenta, la Città all’impiedi di Céline. Una lanterna magica accende vorticose immagini notturne, quasi un divertissement, ma minaccioso. Nuvole che si addensano. La camera di Marta Abba è un caleidoscopico comporsi e scomporsi di inquadrature che inseguono il fluire del testo
e della tessitura musicale. Dall’ombra, emerge come in un lampo, fascinosa, l’attrice musa di Pirandello.
Non domandarmi di me, Marta mia… si colloca in un preciso punto del tempo, il 10 dicembre del 1936, data della morte di Luigi Pirandello, e in un preciso punto dello spazio, New York, dove Marta Abba stava recitando al Plymouth Theatre di Broadway. In scena al Napoli Teatro Festival Italia.