C’è una Napoli impaurita e prudente che durante la fase del coronavirus sente l’esigenza di fermarsi e riflettere. Talvolta pregando per un futuro migliore. C’è una Napoli vogliosa di ripartire, di incontrare amici e condividere serate. Ci sono le ordinanze e le restrizioni dei vertici governativi e c’è l’economia locale, speranzosa di vincere, ancora una volta, la sfida più importante: il fallimento. Nomi celebri del settore gastronomico chiedono, a voce alta, di non essere abbandonati. Uno è Errico Porzio, quarantatreenne premiato maestro pizzaiolo, con sede a Soccavo, non lontano dallo Stadio San Paolo, ma anche al Vomero, Aversa e Salerno.

L’altro è Lino Scarallo, uno dei cuochi italiani più geniali, chef dello stellato ristorante “Palazzo Petrucci” a Posillipo.

Due personaggi, due mondi del food partenopeo, che con impegno stanno portando in alto il nome di Napoli.  In rappresentanza dei rispettivi settori hanno lanciato un appello, sulla scia di provvedimenti e raccomandazioni anti Covid. Un appello ad uscire, con i giusti accorgimenti ma a continuare a frequentare bar, ristoranti, pizzerie. Errico Porzio dice: è una situazione molto particolare e, secondo me, anche grave”.