Caravaggio non si muove. Il secco no del ministero dei beni culturali allo spostamento delle Sette Opere di Misericordia per la mostra “Umano e vero” ha portato rabbia, dispiacere, amarezza. Lo ha spiegato Alessandro Pasca di Magliano, governatore del Pio Monte della Misericordia, l’istituto che detiene la tela: «La motivazione del ministero – ha detto – è davvero ridicola: parlano di rischi nello spostare l’opera. Ma con le tecnologie di adesso di rischi non ce ne sono, e pensare che negli ultimi cento anni è avvenuto ben cinque volte».
Il provvedimento del Mibact è arrivato nella serata del 5 marzo, e ha negato l’esposizione dell’opera del Caravaggio alla mostra in programma al museo di Capodimonte dall’11 aprile al 14 luglio.
Al rifiuto del ministero ha risposto seccato anche il sindaco Luigi de Magistris, che parla di «occasione sprecata» e di «incomprensibile intreccio di veti incrociati». «Napoli – ha detto il primo cittadino – per tutto l’anno è un palcoscenico naturale e culturale di levatura mondiale, e negare un’opera meravigliosa ad un evento che attirerà migliaia di persone tra napoletani e turisti è una decisione assurda e cervellotica».
Intanto il governatore del Pio Monte della Misericordia Pasca e il direttore del Museo di Capodimonte Sylvain Bellanger si sono incontrati per stabilire strategie per includere ugualmente il dipinto nel percorso della mostra. Tra le soluzioni possibili, quella del biglietto comune, una comunicazione parallela e un servizio di collegamento per chi viene a visitare la mostra in attività tra i due istituti culturali.