Sono state ricostruite le ultime ore di vita del giovane Luigi Galletta, freddato a colpi di pistola venerdì scorso a Napoli. Le serrate indagini non hanno ancora permesso di rintracciare il movente dell’agguato, ma sembra ormai certo che gli autori del delitto siano stati dei sicari legati ai clan attivi nell’area di Forcella.

Galletta, lo ipotizzano gli inquirenti, potrebbe esser stato a conoscenza, anche inconsapevolmente, di particolari legati a qualche delitto di camorra – tra le ipotesi c’è l’omicidio di Emanuele Sibillo, freddato lo scorso 2 luglio – e per questo sarebbe stato fatto fuori.

 Il ragazzo potrebbe essere stato depositario (inconsapevole?) di segreti legati ai nemici di chi ha premuto il grilletto puntando dritto al petto. La targa di uno scooter, le abitudini di un cliente ritenuto legato al clan rivale o qualsiasi altro elemento che fa gola a chi mastica amaro per un lutto recente.

Quello che è certo è che il giovane era stato aggredito poche ore prima dell’agguato. In quell’occasione, ipotizzano gli inquirenti, Galletta potrebbe esser stato interrogato, minacciato e picchiato, forse proprio perchè sapeva qualcosa di troppo. Poi, nel pomeriggio, il commando è tornato in azione e l’ha ucciso.