Ieri la visita di Stefano Caldoro, oggi quella di Matteo Salvini. Mondragone all’improvviso diventa luogo di campagna elettorale. Dove si va alla ricerca di facile consenso in una situazione che perdura da decenni e di cui nessuno se ne era mai interessato. Ora che invece il caso è salito agli onori dell’agenda nazionale si analizzano problemi, si ascoltano i cittadini. Qui il coronavirus centra poco o nulla. È da tempo immemore ormai che a Mondragone vivono due comunità che poco si tollerano, se non per interessi reciproci. E ci voleva un virus per far scatenare i contrasti.