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Sulla sua pagina Facebook risposte da fan sfegatati, all’”ansia” che ha confessato per la prima presentazione del suo nuovo libro “Rondini d’inverno – Sipario per il commissario Ricciardi”, il “Ricciardi numero dieci” presentato non a caso da Maurizio De Giovanni il 10 luglio in apertura dell’”Estate a Napoli” del Comune al Maschio Angioino. Un numero che al suo autore, tifoso del Napoli, ricorda trionfi calcistici mai dimenticati. «L’ho letto d’un fiato» è il commento più frequente sul profilo dello scrittore. Raccontano di aver finito il giallo in 4 ore o 4 giorni, uscito il 5 giugno, «è già un successo », dicono i post, compreso quello di chi è arrivato «da Ferrara» per questa presentazione-spettacolo. Folla all’imbrunire e svolazzo di qualche mise da sera alla presentazione spettacolo organizzata dalla libreria Feltrinelli. Il sindaco de Magistris parla a lungo con Alan de Luca e Lino D’Angiò che nella trasmissione Made in China lo hanno (D’Angiò) imitato. «In questo libro c’è anche la Napoli della rinascita» dice il sindaco. E “l’ansia” di De Giovanni si dissolve sul palco. Le sue “rondini” volano già alte a Napoli. Presentatori di questo decimo Ricciardi sono Francesco Pinto e Aldo Putignano. «De Giovanni è il primo difensore di Napoli» dice fiero l’assessore Nino Daniele. Pino Tafuto, Dario Costagliola e Marco Zurzolo e il suo sax accompagnano Ricciardi nel cortile del Maschio Angioino. E l’autore legge brani del libro recitati intervallandoli con Emanuela Loffredo che canta con Maurizio Pica alla chitarra. Il discorso di De Giovanni finisce sul “mi dispiace” del monologo rivolto al “brigadiè” del giallo primo in classifica e svettante sui primi tre del premio Strega. Chiudono le note newyorchesi del sax di Zurzolo e scatta l’applauso. La gente si chiede: l’autore lo dirà o no che nel 2019 allo scadere del contratto con Einaudi non scriverà più gialli? «De Giovanni anche nei momenti più difficili -dice il sindaco -non ha fatto mai mancare il suo sostegno a questa città». Lo scrittore legge altri brani sul potere mistificatore del denaro. Poi ancora musica. La platea si concentra sulle note della “Palomma”.

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