Dopo giorni di sangue e violenza che hanno macchiato territori e persone, dopo che i cittadini, stanchi, hanno chiesto presenza, sicurezze e tutele, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna a Napoli, accompagnato dal presidente della camera Roberto Fico. Il capo dello stato arriverà all’ombra del Vesuvio, poche ore dopo il viaggio in Giordania, poi si recherà al museo di Capodimonte, che ospita sei capolavori di Caravaggio a cui se ne aggiunge un altro, la tela delle Sette opere di misericordia, rimasta al Pio Monte dopo il diniego al trasferimento da parte del ministero dei Beni culturali. Mattarella torna nella terra di Partenope in un momento delicato. L’ultimo episodio legato alla camorra che ha sporcato ancora l’immagine della città è stato quello avvenuto tre giorni fa al rione villa, nella periferia orientale in cui, dinanzi a una scuola e a un bambino di tre anni è stato ucciso il pregiudicato Luigi Mignano. E proprio a seguito di quel tremendo atto camorristico i residenti di san Giovanni a Teduccio e le associazioni della zona hanno scritto una lettera al presidente della repubblica le cui righe finali recitano così:

“Caro Presidente, non ci abbandoni, accolga il nostro appello. Lo Stato c’è se fa la sua parte.
Grazie, per fortuna che c’è Lei”. E poi si legge ancora… “Le parrocchie e le associazioni ci sono, fanno cose belle e concrete, si sostituiscono alle istituzioni, ma è giusto?”. Infine, un’ultima riflessione: “Tante sono le emozioni, dolore, rabbia, paura, ma anche speranza e fiducia in lei che non crediamo ci abbandonerà”.