L’emendamento è stato approvato nella notte. Neanche il tempo di darlo alle stampe, che la levata di scudi è stata unanime. La norma, proposta dal Movimento Cinque Stelle e approvata dalla Commissione Bilancio di Montecitorio, del resto, prevede una stangata sulle auto a benzina e diesel. Le più vendute in Italia.

Dal prossimo primo gennaio, in pratica, entrerà in vigore una nuova imposta proporzionale alle emissioni di anidride carbonica. Alla tassa saranno soggetti tutti coloro che tra il primo gennaio 2019 e il 31 dicembre 2021 acquisteranno un’auto con emissioni di anidride carbonica (CO2) a partire da 110 g/km.

L’imposta sarà progressiva all’aumentare delle emissioni: partirà da 150 euro per 110g/Km per arrivare a 3 mila euro oltre i 250g/Km. Chi acquista un’auto sotto queste soglie (in pratica quelle a metano, elettriche o ibride) avrà un incentivo tra 1.500 e 6.000 euro. Non appena letto l’emendamento il settore è andato in subbuglio. Sindacati e imprese hanno immediatamente fatto sentire la loro voce:  «misura offensiva e volgare».