Chi l’ha detto che l’Europa è cattiva? L’Europa, magari non proprio com’è ora, è buone e utile ai cittadini. Lo pensano in tanti. E alla prossime elezioni europee promuoveranno le qualità dell’Europa unita contro i sovranismi. C’è per esempio Carlo Calenda, ex manager e ministro nei governi Renzi e Gentiloni, che ha lanciato sul sito siamoeuropei.it un appello per creare una lista unica con tutti i partiti e i movimenti europeisti in vista delle elezioni europee di maggio. “È necessario costruire alle prossime elezioni europee una lista unitaria delle forze civiche e politiche europeiste», si legge nel manifesto, che propone sei priorità tra cui nuovi investimenti nello stato sociale alla creazione di una difesa comune europea. L’appello è stato firmato, da oltre cento persone tra politici, accademici e imprenditori, tra cui i sindaci Virginio Merola (Bologna), Beppe Sala (Milano), Dario Nardella (Firenze), alcuni persone uscite dal Partito Democratico come il presidente della Toscana Enrico Rossi, che fa parte di Articolo 1 – MDP, e altre provenienti dell’area del centrosinistra, come l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Ci sono i giovani ambiziosi di Volt, “un movimento paneuropeo e progressista che propone un modo di fare politica nuovo e più inclusivo”. Che cosa dicono? “Vogliamo portare un cambiamento reale a tutti i cittadini d’Europa. Un nuovo approccio paneuropeo serve a vincere le sfide presenti e future: cambiamenti climatici, diseguaglianze economiche, immigrazione, conflitti internazionali, terrorismo, l’impatto della rivoluzione tecnologica sul lavoro. Limitati dai confini e dalle divisioni, i partiti nazionali non sono in grado di affrontare queste sfide: è invece necessario che noi Europei iniziamo a lavorare tutti insieme, come un solo popolo”.

Infine, già dal nome si intuiscono le intenzioni, ci sono i radicali di Più Europa. “Oggi l’Europa è il nome di tutte le libertà in pericolo. I nemici dell’Unione europea sono i nemici della democrazia liberale e dell’ordine politico occidentale, fondato sullo Stato di Diritto, sulla divisione dei poteri, sul rispetto dei diritti fondamentali, sulla libera circolazione delle persone, delle idee e delle merci e sulla cooperazione pacifica tra gli Stati”. Che significa “più Europa”? “Un’Europa più unita di quella attuale, non più divisa, può affrontare le trasformazioni legate alla globalizzazione economica, alle dinamiche demografiche e ai progressi scientifici e tecnologici che suscitano, in tutto il mondo, timori e interrogativi”.