“Stamattina si è manifestato l’ennesimo tentativo di esercitare l’autoproduzione nel porto di Napoli: non si è concretizzato solo grazie all’intervento dei lavoratori della Culp i quali, ribadendo che rizzaggio e derizzaggio sono operazioni portuali da svolgere con personale appartenente alla categoria dei portuali, hanno chiesto agli organi di controllo preposti la verifica documentale attestante il possesso dei requisiti minimi previsti dalle normative per lo svolgimento delle operazioni stesse. È paradossale che, sebbene ci sia una trattativa ancora in corso, arrivi l’incomprensibile atteggiamento della Gnv”. Lo dice Alfonso Langella, segretario generale della Fit Cisl Campania. “Per noi è encomiabile quanto prodotto dal Cda della Culp e soprattutto dai lavoratori che nuovamente si rendono disponibili ad un’ennesima riduzione di salario, oltre a quello già effettuato nel 2017, per venire incontro alle esigenze della Gnv – aggiunge Langella – ma la Culp non può pagare lo scotto della totale assenza del presidente dell’Autorità Portuale Pietro Spirito nell’assumere una posizione chiara fin dal principio verso il tema dell’autoproduzione”. La Fit Cisl evidenzia il rischio “che dalla diatriba tra azienda e Adsp ne paghi le spese solo la Culp come non vorremmo fosse innescata una guerra tra lavoratori marittimi e portuali che ricondurrebbe a quel dumping sociale fortemente contrastato con le ultime iniziative sindacali. Il nostro intento – conclude Langella – è salvaguardare il livello occupazionale di tutti, portuali e marittimi, nel rispetto delle norme relative alla salute e alla sicurezza”.