Una grande “U”, un simbolo dell’abbraccio agli ottomila atleti provenienti da 120 Paesi e del Golfo di Napoli. È lo spettacolo nello spettacolo nella cerimonia di apertura delle Universiadi che toglie il fiato. Ci sono trentamila persone sugli spalti dello stadio San Paolo, ottomila gli atleti e 800 i performer che circondano una sirena con uno strascico da 60 metri

Gli occhi del mondo sono puntati sull’Italia, sulla Campania, su Napoli. La cerimonia in mondovisione entra nelle case dei popoli di 140 Paesi in diretta tv.

Importanti i numeri dello show: 40 scuole di danza coinvolte, 550 volontari, 1.500 costumi, 463 persone di produzione da 19 diverse nazionalità. L’allestimento scenico trasforma lo stadio in un grande golfo con tanto di Vesuvio ricostruito davanti alla Curva B. L’acqua del golfo e il fuoco del vulcano sullo sfondo accompagnano il volo di una sirena impersonata da Maria Felicia Carraturo, pluriprimatista italiana di Apnea in assetto costante no limits: la sportiva indossa i panni della sirena Partenope.

In tribuna il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il presidente della Camera Roberto Fico, l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il numero uno della Fisu Oleg Matytsin. Fischi e applausi per il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che prende la parola e dà il benvenuto.

Poi la sfilata delle varie delegazioni, Quaranta migranti mostrano i cartelli con i nomi delle nazioni partecipanti “per ricordarci che siamo tutti migranti e parte dello stesso mondo”. Arrivano gli ottomila atleti, che in alcuni casi omaggiano Napoli e la sua cultura. Dagli argentini che sventolano la 10 di Maradona per l’ovazione dello stadio, ai brasiliani che sfilano con completi da chef per omaggiare la pizza e la cucina napoletana.

Accenni di fischi, purtroppo, per gli sportivi francesi e tedeschi. Poi entra in scena l’Italia con una sfilata prorompente sulle note di “Gloria”.

E poi ancora fischi e applausi per il presidente della Regione Vincenzo De Luca che parla del lavoro fatto, dei 70 impianti ristrutturati in dieci mesi, soprattutto.

Mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dà il via ufficiale ai Giochi: “Nella certezza che questo grande evento sportivo rinsalderà l’amicizia tra i popoli del mondo, dichiaro aperta la 30esima edizione dell’Universiade”. Nell’ovazione dell’impianto di Fuorigrotta.

Quaranta migranti mostrano i cartelli con i nomi delle nazioni partecipanti “per ricordarci che siamo tutti migranti e parte dello stesso mondo” ricorda Balich. Led, giochi di luce, proiezioni spettacolari, musica e balli. Tra gli artisti iI rapper Livio Cori e Anastasio, Iaia Forte, il coro del Teatro Verdi di Salerno, Andrea D’Alessio e in chiusura il concerto di Andrea Bocelli.

Malika Ayane canta “L’italiano”, poi entra il Tricolore: a portarlo Bebe Vio, la pluri campionessa mondiale e paralimpica di scherma, icona di determinazione e positività. Bebe Vio consegna la bandiera ai corazzieri appositamente designati per l’innalzamento sul pennone del tricolore vista la presenza in tribuna del Capo dello Stato, mentre la fanfara dei carabinieri ha eseguito l’Inno di Mameli. I ballerini omaggiano Napoli e la cultura popolare portando in scena Pulcinella e le maschere della commedia dell’arte.