La crisi del Napoli continua. La rimonta subita dall’Atalanta tra le mura amiche del San Paolo costa agli azzurri la quarta sconfitta nelle ultime sei partite. Con 4 punti in altrettante gare di campionato, e di mezzo le due partite con l’Arsenal in Europa League.

E dire che il Napoli era partito con il piglio giusto. Con tutte le intenzioni di invertire un trend negativo iniziato ad Empoli.

Nella prima ora di gioco i ragazzi di Ancelotti costruiscono palle gol in serie, e trovano la via della rete poco prima della mezz’ora con un gol fortunoso di Mertens, uno dei più brillanti in casa Napoli.

Centrocampo e difesa reggono l’onda d’urto con i ritmi dei bergamaschi, meno rampanti del solito a dire il vero.

E davanti ci sarebbero anche diverse occasioni per il raddoppio.  Milik, lanciato in porta da Mertens scavalca Gollini con il tocco sotto e solo un intervento di Masiello impedisce il 2-0.

Da lì l’Atalanta risorge e punisce la mancanza di concretezza del Napoli. E a punire è l’ex di turno Duvan Zapata, che da due passi manda in porta l’assist di Hateboer. Passano dieci minuti e Pasalic realizza il gol dell’1-2 finale.

Il Napoli lascia così il San Paolo tra i fischi. Ma la rottura con i tifosi – che accusano prevalentemente de Laurentiis – è meno pesante di quella interna, con Ancelotti che ha tenuto fuori insigne tutta la partita, dopo le polemiche degli ultimi giorni.