Cento giorni. Tanto manca all’inizio delle Universiadi. Poco più di tre mesi. Eppure c’è ancora molto lavoro da fare. Quella che si profila è una corsa contro il tempo, con lo stadio San Paolo che è diventato il più intricato dei nodi da sciogliere.
Ancora non sono cominciati i lavori per la sostituzione dei 55mila sediolini dell’impianto di Fuorigrotta. Anzi, non è ancora stato deciso il colore che dovranno avere.
Sembrano lontani i tempi il presidente del Napoli Aurelio de Laurentiis indicò aprile 2019 come data di fine dei lavori. Era il 22 giugno scorso. Adesso lo scenario è molto diverso.
Il tempo corre, ci sono altre decisioni da prendere, e più passano i giorni più diventa reale la possibilità di non riuscire a consegnare uno stadio San Paolo in grado di ospitare le Universiadi.

Intanto la ditta che si è aggiudicata la gara per la sostituzione dei sediolini (la Mondo spa) vorrebbe già partire la prossima settimana. La multinazionale piemontese che in Italia ha rivestito negli anni scorsi lo Juventus Stadium, il Meazza di Milano e la Dacia Arena di Udine, metterà sul tavolo tre opzioni. Sediolini a tinta unita azzurri, bicolore con sfumature bianche e azzurre e multicolor proprio come la Dacia Arena di Udine. La decisione finale ricadrà sull’opzione ritenuta migliore soprattutto per l’impatto televisivo.

Rimane ancora da decidere anche da dove cominciare i lavori. Inutile iniziare dalle curve probabilmente, che potrebbero non essere utilizzate durante le Universiadi. In ogni caso, il Napoli vorrebbe limitare la chiusura di grosse fette degli spalti a stagione calcistica ancora in corso. Il mantra, che ormai ripetono il Napoli Calcio e il Comune è creare quanti meno danni e disagi possibili ai supporter azzurri.