Potrebbe bastare segnare un gol. Nella trasferta più importante dell’anno il Napoli giocherà per trovare almeno una volta la via della rete. È quello che si aspetta Carlo Ancelotti. È quello che vuole Carlo Ancelotti, che alla vigilia della sfida per i quarti di Europa League contro l’Arsenal ha detto di pretendere una squadra coraggiosa, perché senza coraggio in partite come quella dell’Emirates rischi di essere sopraffatto.
“Ho le idee chiare”, ha dichiarato il tecnico di Reggiolo, “devo trasferirle ai giocatori”. E c’è da fidarsi di un allenatore che si è meritato l’appellativo di Re di Coppe.
Ma c’è un dettaglio non da poco. Da questa super sfida londinese, o meglio, dal doppio confronto con l’Arsenal, dipenderà molto dei giudizi finali sulla prima stagione azzurra di Ancelotti. Perché con il campionato ormai sfumato da un pezzo e la Coppa Italia persa in una sera di gennaio contro il Milan, il Napoli punta sull’Europa League per alzare il primo trofeo da quella Supercoppa dell’era Benitez.
E allora occorrerà un cambio di passo rispetto alle ultime, scialbe prestazioni. Contro Empoli e Genoa, complice anche una evidente carenza di motivazioni, Milik e soci hanno lasciato parecchio a desiderare. A proposito di Milik. L’attaccante polacco è in ballottaggio con Insigne e Mertens. “Sono in tre per due posti”, dice Ancelotti. Che però dovrà tenere d’occhio anche la sua difesa, alle prese con un attacco di grande impeto e velocità come quello composto da Aubameyang, Lacazette e, il probabile titolare Ozil, che aggiungerebbe quel tocco di fantasia che potrebbe mandare in confusione la retroguardia partenopea.
Anche Emery ha il suo bel da fare per comporre l’undici da mandare in campo, complici alcune assenze pesanti, come quella di Bellerin.