«C’è preoccupazione per l’intesa tra Governo e Regioni interessate sull’attuazione degli accordi relativi all’avvio dell’autonomia regionale differenziata». Inizia così la lettera che il presidente della sezione Campania dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani Domenico Tuccillo ha inviato al presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. Un appello in cui esprime tutta la sua preoccupazione in vista del prossimo 15 febbraio, data in cui è attesa la firma nero su bianco del documento. Una decisione che «scaturisce da una pre-intesa siglata a pochi giorni dalla conclusione della scorsa legislatura, e quindi in una fase in cui il Governo restava in carica solo per gli affari correnti, tocca, con modalità che rischiano di essere irreversibili, principi fondamentali di convivenza della nostra comunità nazionale».

Il timore è che il federalismo differenziato richiesto in particolare da Emilia Romagna, Veneto e Lombardia possa portare disparità tra i diversi territori nella tutela di cittadinanza, nell’uniformità dei livelli essenziali dei servizi e nella distribuzione delle risorse. Perché è il Mezzogiorno l’anello debole della catena istituzionale, ed è lì che ci sarebbe bisogno di maggiori aiuti da parte del Governo.

Nella lettera, Tuccillo fa riferimento ai livelli essenziali delle prestazioni (LEP), «che la Costituzione espressamente prescrive a garanzia dei territori meno ricchi e dei soggetti più deboli, ma ai quali non si è data mai attuazione e che adesso, con questa intesa, rischiano di essere definitivamente archiviati e calpestati».

Per questo motivo, il Presidente dell’Anci Campania chiede l’intervento diretto del presidente della Camera Roberto Fico – in quanto garante delle prerogative di quella parte del Parlamento – per rinviare la decisione, «affinché si corregga il percorso così avventatamente e improvvidamente avviato, affinché ci sia un supplemento di indagine e di riflessione, affinché tutti gli attori istituzionali e sociali siano chiamati a valutare e ad esprimersi nel merito delle possibili intese».