Salviamolo noi, questo lo slogan scelto da identità insorgenti per invitare la cittadinanza a prendersi cura del complesso monumentale degli Incurabili, dopo i crolli e le fratture che hanno costretto l’Asl Napoli 1 Centro a chiudere l’ospedale. Un sit in è stato portato avanti all’esterno della struttura. A pochi metri di distanza a riunirsi sono stati gli abitanti del quartiere, che si sono confrontati circa i pericoli nei quali potrebbero incorrere dopo l’evacuazione di 21 famiglie residenti nelle case di proprietà dell’Asl confinanti con il complesso monumentale. Numerosi i disagi per gli sfollati, trasferiti in strutture alberghieri della provincia e con familiari bisognosi di cure sanitarie che richiedono vicinanza alla città. Polemiche anche per un bed e breakfast di Napoli, che non avrebbe accettato una loro richiesta di aiuto in quanto napoletani e non turisti, mentre, tra le rimostranze degli sfollati, anche i tempi e i metodi con i quali è avvenuto lo sgombero e i motivi, per alcuni di essi non del tutto chiariti, in merito alla sostanza della pericolosità delle strutture, ma ascoltiamo una delle inquiline.