Tanto dolore al funerale di Ulderico Esposito il tabaccaio di 52 anni ucciso da un nigeriano. L’aggressione all’interno della stazione della metropolitana di Chiaiano risale al 9 giugno scorso, quando Rico fu colpito al volto con un pugno da un 36enne nigeriano con cui aveva avuto una discussione, nata quando gli avrebbe chiesto di spostarsi; il tabaccaio perse subito i sensi e fu portato d’urgenza in ospedale, dove i medici riscontrarono una emorragia cerebrale: le sue condizioni sono apparse sin dal primo momento gravissime. In prima fila, nella chiesa di San Giacomo Apostolo a Calvizzano, i familiari di Ulderico, la moglie e le due figlie, gli amici e alcuni rappresentanti istituzionali dei comuni a nord di Napoli. “Rico amava Gesù e questo amore lo metteva in pratica ogni giorno – ha detto dall’altare Don Ciro – Mi sento di dire ai familiari: non piangete più. Le lacrime non vanno sciupate, le lacrime che vanno a terra diventano fango. Gli sguardi rivolti al cielo diventano preziose”. “Gesù ha voluto che il tuo posto fosse nel suo Regno, almeno lì si respira bontà, non c’è cattiveria o omertà. Mi hai lasciata con un sorriso, lo stesso di quando mi hai incontrato a Napoli per strada la prima volta. Hai sempre protetto me e le nostre figlie. Te ne sei andato da uomo giusto. Continua a proteggerci da lassù. Riposa in pace te lo meriti dopo anni di duro lavoro. Ora ti proteggo io, ti farò giustizia. Te lo prometto. Ti amo”. Sono alcuni dei passaggi della lettera della moglie di Ulderico Esposito, letta dalla donna durante i funerali del marito.