L’emergenza criminalità, a Napoli, diventa un caso nazionale. I recenti fatti di cronaca, a partire dal delitto del Rione Villa, riportano il capoluogo campano al centro della scena. Ma per i motivi meno nobili, che sono riassunti perfettamente nelle parole della preside Valeria Pirone che quell’omicidio di camorra al Rione Villa ha visto compierlo proprio davanti alla sua scuola: «Qui lo stato non c’è, siamo abbandonati a noi stessi», ha detto.
Il caso Napoli diventa così argomento principe ad ogni tavolo di discussione. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha riconosciuto la criticità, ma ha voluto mandare messaggi positivi. «A breve arriveranno i rinforzi promessi, con 600 nuovi poliziotti oltre ai 100 agenti e 53 carabinieri che già sono arrivati».
Il capo del Viminale ha poi tenuto a ricordare che in termini di sicurezza il capoluogo campano è una delle città su cui il governo si spende maggiormente. «In dieci mesi – ha proseguito Salvini – sono venuto quattro volte, ho presieduto tre comitati in Prefettura e ho visitato Afragola». E ancora: «A chi dice che c’è una scarsa attenzione nei confronti della lotta alle mafie rispondo che col decreto sicurezza abbiamo aumentato il personale, riaperto le assunzioni, aumentato le possibilità di confiscare i beni dei mafiosi con la possibilità anche di venderli. Numeri e fatti alla mano l’impegno dello Stato è incontestabile», ha concluso il Ministro dell’Interno.

Intanto, però, dalle forze dell’ordine sono arrivati segnali d’allarme. Il Capo della Polizia Franco Gabrielli ha parlato del caso napoletano come di un’emergenza nazionale, uno di quei casi dove senza investimenti ogni tipo di sforzo viene offuscato da fatti negativi.
Intervenuto alla festa della Polizia a Roma, alla cerimonia per il 167esimo anniversario della fondazione della Poliza, Gabrielli ha voluto mettere in luce però anche dati positivi. Se è vero che Napoli è una questione spinosa, va sottolineato che i numeri sono in miglioramento. «Abbiamo rilevato un significativo calo dei fenomeni delittuosi, meno 4,0 per cento, ed i primi mesi di quest’anno confermano tale trend discendente», ha detto, «Soprattutto sono in decremento i reati che creano maggiore allarme sociale, come le rapine (-7,7 %) ed i furti (-6,3%), specie quelli in abitazione (-3%)». Il capo della Polizia Gabrielli ha voluto concludere il suo intervento con un monito che si riallaccia alle parole della preside Valeria Pirone che diceva di sentirsi abbandonata dallo Stato: «Ogni qualvolta non saremo in grado di incontrare i bisogni, di ascoltare le richieste di aiuto provenienti dai nostri concittadini – continua Gabrielli – non soltanto avremo tradito quei valori sui quali abbiamo giurato, ma avremo negato la nostra stessa ragione di esistere».