Nessuno invierà le forze dell’ordine nelle case degli italiani per controllare il numero di persone ospitate. E’ contenuto tutto in questo paradosso, che il premier Giuseppe Conte è stato costretto ad affermare, lo smarrimento degli italiani in merito alla forte raccomandazione, contenuta nel nuovo dpcm varato per contenere il coronavirus, di ospitare non più di sei persone in casa. Il primo problema è proprio quello del numero, cioè se in esso siano compresi ospitati e ospitanti o soltanto i primi, e sono molte le famiglie numerose a chiedersi come si configuri il proprio caso. Evidentemente, ciò che richiede il decreto, è soltanto buonsenso, come ha affermato il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia ai microfoni di Radio 1 e forse, se ci si riflette un po’, alzare gli scudi, gridare alla privazione della libertà personale, nel corso di una epidemia mondiale che sta di nuovo portando tante persone, anche in Italia, tra i reparti degli ospedali e delle terapie intensive, si configura perlomeno come inopportuno, se non a dir poco egoistico. Il premier Conte, inoltre, nel messaggio che ha illustrato le nuove disposizioni, ha ribadito che il rispettare queste norme, peraltro soft rispetto a quelle di appena pochi mesi fa, è funzionale all’evitare un nuovo lockdown generalizzato.