C’è chi stava organizzando il battesimo del piccolo, chi voleva festeggiare il compleanno, chi era alle prese con la comunione della propria bambina. Chi semplicemente ogni giovedì si incontrava con gli amici per la classica partita di calcetto tra scapoli e ammogliati. Niente di tutto questo. Tutto fermo. O meglio: bisogna leggere bene il decreto.
 
Tra divieti di feste private, e forte raccomandazione a non essere più di sei a tavola, tra mascherina e obbligatorie, ma non per chi fa jogging che potrà tranquillamente liberare le proprie goccioline di sudore senza remore, tra discoteche chiuse e congressi e fiere consentiti, il popolo non ci sta a capire più nulla.