Ancor prima che la critica e la storiografia artistica rendessero il loro tributo alla grandezza del Merisi, furono i pittori francesi che in età neoclassica soggiornavano a Roma per un periodo di formazione a riconoscere e apprezzare il genio di Caravaggio. Tra questi, Jacques-Louis David, nelle cui opere si trovano diversi richiami a quelle del maestro milanese. Dal 5 dicembre al 19 aprile la mostra dossier “David e Caravaggio. La crudeltà della natura, il profumo dell’ideale”, a cura di Fernando Mazzocca, grazie a materiali documentari e al suggestivo confronto tra la una copia della Deposizione nel sepolcro e una replica de La morte di Marat, rievoca questo momento affascinante e meno noto della fortuna caravaggesca.