Su tutto il territorio nazionale i numeri dei nuovi contagi da #covid19 nelle ultime settimane hanno raggiunto i livelli di fine aprile, quando la nazione si accingeva a terminare la cosiddetta #fase1, quella del #lockdown completo.
A preoccupare ulteriormente sono i dati campani, oramai stabilmente alle prime posizioni della triste classifica delle regioni più colpite dal nuovo #coronavirus. La provincia maggiormente colpita è quella di #Napoli, una ipotetica bolla epidemica a causa della grandissima densità di popolazione che risiede tra il capoluogo campano e i paesi a esso afferenti.
Intanto il governatore Vincenzo De Luca ha emanato una nuova ordinanza che obbliga coloro che rientrano da paesi a sottoporsi al tampone. Un provvedimento giustificato dal fatto che, a sua detta, sono state poche le persone, rientranti in Italia mediante l’aeroporto internazionale di Napoli-Capodichino, che si sono sottoposte al test volontariamente. La curva epidemica da giorni dice chiaramente che la Campania supera con una certa costanza i duecento nuovi contagi nell’arco delle 24 ore, il numero delle persone che purtroppo hanno contratto l’infezione da sars cov-2, fermo per mesi nelle centinaia che segnano l’arco numerico che va da quattromila a cinquemila, in poco pià di due mesi ha abbattuto il numero degli undicimila. A rincarare la dose circa la situazione non tanto confortante, sono le notizie in merito a nuove code, a nuovi scaffali vuoti, provenienti da alcuni supermercati della zona collinare di Napoli che dimostrano come la paura di una salita ulteriore dei contagi, con un ipotetico nuovo lockdown, è tutt’altro che scomparsa dalle menti e dal cuore dei cittadini. Oggi più che mai si invita la cittadinanza a rispettare le regole, ricordiamo che l’obbligo di indossare la mascherina è stato nuovamente esteso anche all’esterno. Si raccomanda poi l’igienizzazione costante delle mani e il mantenimento delle distanze di almeno un metro tra persona e persona.