Decisioni cambiate in poco tempo e rese più restrittive, tutto come a marzo 2020, con la sola differenza che all’epoca l’inverno era terminato, ora è alle porte e la seconda ondata deve essere arginata all’istante.

A pochi giorni dal nuovo dpcm anti covid il governo è pronto a varare il coprifuoco: chiusura dei locali alle 22 su tutto il territorio nazionale, possibile lockdown nei weekend. L’attualità ha impattato con la grande storia, e nulla può essere normale. Secondo quanto si apprende il vertice di maggioranza che riunisce Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico, Italia Viva, Liberi e Uguali e compagini minori, incontratisi per discutere in primis le misure di rilancio dell’economia per arginare la crisi, è rimasto insieme per comprendere quali siano le prossime, celeri mosse dopo che il muro psicologico e ideologico di quota diecimila contagi al giorno è stato purtroppo sfondato. Ancora soft le misure in merito alla vita sociale per non impattare troppo fortemente sul settore della ristorazione, chiamato però a una stretta strong per quanto riguarda le abitudini di un popolo del bacino del Mediterraneo: la chiusura alle 22 sarà probabilmente foriera di un consistente calo di entrate. Giro di vite anche per quanto riguarda lo smart working, una via troppo presto abbandonata sia dal pubblico che dal privato, in quella sorta di revanche libertaria seguita nell’estate successiva alla prima ondata.