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Sociale

Un’iniziativa organizzata dalla polizia di stato, dalle fiamme oro e dalla federazione italiana di nuoto per una maggiore consapevolezza del mare, per formare, educare e insegnare i principi di legalità indirizzata agli adolescenti che abitano in quartieri difficili, tra Napoli e la città metropolitana. L’alternativa c’è e bisogna offrirla. Questi i principi che hanno spinto alla creazione del progetto «Nuotiamo insieme a Mappatella Beach».

“Basta basta razzismo”. il coro unito dei manifestanti risuonava forte e chiaro. siamo tutti antirazzisti urlano. sono tanti, tantissimi. un’onda di gente. sono scesi in piazza dopo gli ultimi fatti di cronaca che, la notte prima, hanno visto protagonista Cisse’ Elhadji Diebel un ragazzo senegalese di 32 anni sparato alla gamba da due bianchi su uno scooter, nel quartiere vasto di napoli. parlano di uguaglianza, di pace, di unione, di abbattere muri, frontiere e differenze. parlano della ricchezza che può portare la diversità, della povertà cui si va incontro seminando l’odio. immancabili le critiche alle politiche adottate dal ministro degli interni Matteo Salvini. ineluttabili le frasi rabbiose di chi si è sentito dire “adesso finisce la pacchia”. il corteo è partito da piazza Garibaldi ed è arrivato sino alla Prefettura di Napoli.

Napoli città d’accoglienza. È forte e chiaro il messaggio lanciato da Palazzo San Giacomo attraverso l’evento “Terra, aprite i porti”. Per tutta la giornata di ieri, infatti, ci sono stati incontri, dibattiti, convegni, assemblee pubbliche. Tutti con il fine di discutere della complessa tematica dell’immigrazione. Dell’accoglienza, della convivenza affrontando i problemi e cercando soluzioni con chi lavora ogni giorno nel campo. C’erano infatti le associazioni di Medici senza Frontiere, Amnesty International, Emercency e Arci oltre alle figure istituzionali, movimenti, terzo settore e ad altri personaggi di spicco nel mondo sindacale come Maurizio Landini.

Non c’è pace per il centro disabili “E’ più bello insieme”. Prima il rischio sfratto a causa di 40mila euro di debiti che il Centro per disabili ha con il Comune di Benevento e per le prescrizioni dei Nas fatte durante una visita ispettiva, ora il problema dei Voucher Sociali che la Regione avrebbe erogato ma che, dal 6 giugno scorso, giorno in cui è stata pubblicata la graduatoria per gli aventi diritto ai Voucher Sociali, nessuna famiglia è stata contattata dall’ambito per riprendere una formale frequenza del CSP attraverso l’erogazione dei Voucher che servono a pagare il Comune per il “servizio” offerto e gli stipendi ai lavoratori.

 

 

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I militari hanno incontrato i giovani studenti nel “campo scuola estivo” all’impianto sportivo “Taddeo da Sessa” con il Comandante delle Forze Operative Sud, generale Rosario Castellano

NAPOLI – “Abbiamo aderito con piacere all’iniziativa promossa dal Corecom Campania @scuolasenzabulli, prevenzione per combattere bullismo e cyberbullismo perché l’Esercito Italiano oltre all’impegno della difesa per la sicurezza nazionale e internazionale, realizza iniziative territoriali per contrastare il fenomeno  della delinquenza”. Lo ha detto il generale di corpo d’armata Rosario Castellano, comandante delle Forze Operative Sud dell’Esercito Italiano intervenendo oggi all’incontro organizzato  a Napoli dal Corecom Campania presso il “campo scuola estivo” del “Dopo Lavoro Ferroviario” di Napoli presso l’impianto sportivo “Taddeo Da Sessa” al “binario della solidarietà”.

“Ci muoviamo soprattutto in favore dei giovani mettendo in campo diverse manifestazioni finalizzate al recupero  degli studenti delle nostre scuole per invogliarli alle pratiche sportive. Solo nel 2017 hanno aderito ben 750 giovani”, ha aggiunto il comandante Castellano -. “Altri progetti sono in cantiere per dedicare la nostra attenzione agli adolescenti che oggi rappresentano la parte critica della nostra società, specie quando soffrono condizioni familiari disagiate”.

“Insieme all’Esercito Italiano diciamo ancora una volta NO al bullismo”, ha sottolineato Domenico Falco, presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Campania. Siamo lieti della disponibilità dimostrata dal generale Castellano che ha spiegato ai piccoli studenti l’importanza di non subire i soprusi e di reagire immediatamente agli atti di violenza denunciando prima ai genitori e poi alle forze dell’ordine per impedire che accadono spiacevoli episodi”.

“Il bullismo va combattuto fin dalla primissima età”, ha evidenziato  la psicologa e criminologa Rosaria Cataletto. “Le campagne di prevenzione hanno un ruolo fondamentale e devono partire dalle scuole fino ad arrivare alle famiglie”.

Giudizio positivo anche da Arturo Mercogliano, presidente del Dopolavoro Ferroviario di Napoli che  ha sostenuto l’importanza di attivare sempre nuove sinergie sul territorio con le associazioni che dedicano parte della loro attività in progetti sociali a favore dei giovani.

“Il bullismo è problema serio all’interno della nostra società” ha rimarcato Enrico Sparavigna, presidente dell’associazione “Camminare Insieme”. Utilizzando modelli di violenza, di prevaricazione, di forza cercano di seguire i peggiori esempi che offre la nostra comunità. Per frenare questi fenomeni occorre la repressione ma, soprattutto, tanta prevenzione”.

“Il progetto @scuolasenzabulli, promosso dal Corecom della Campania, ha consentito di incontrare i militari dell’Esercito Italiano impegnati nell’Operazione “Strade Sicure” che si sono resi disponibili a rispondere alle tante domande dei giovanissimi”, ha detto Stefania Zinno, presidente dell’associazione sportiva Kantera. “Siamo riusciti in pochi mesi a rendere efficiente una struttura sportiva che era stata abbandonata – ha aggiunto – consentendo ai ragazzi di dedicarsi alle attività ludiche all’insegna dello sport e della cultura, condannando tutti i fenomeni di bullismo”.

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La testimonianza della “mamma di Arturo”, Maria Luisa Iavarone, all’incontro promosso dal Corecom Campania all’Istituto Palasciano di Pianura

NAPOLI – “Nella lotta al bullismo ognuno deve fare la sua parte: i ragazzi hanno l’obbligo di denunciare gli atti di violenza a cui assistono,  i genitori devono esercitare una maggiore presenza e vigilanza sui minori e le istituzioni hanno il preciso compito di collaborare con scuole e famiglie per promuovere progetti integrati che possano produrre un’inversione  di tendenza. E’ necessario fare emergere un nuovo modello di sviluppo educativo”. Lo ha detto Maria Luisa Iavarone, presidente associazione “Artur”, che ha catturato l’attenzione dei giovani studenti dell’Istituto Comprensivo Statale “72° Palasciano” di Pianura mostrando le drammatiche immagini dell’aggressione subita dal figlio Arturo con i dettagli delle venti coltellate ricevute dai componenti della baby gang responsabile dell’agguato, in occasione della seconda tappa di @scuolasenzabulli prevenzione per combattere il cyberbullismo promossa dal Comitato Regionale per le Comunicazioni della Campania.

“Bisogna arginare tutti i  comportamenti discriminatori che poi  diventano tristemente fatti di cronaca. Questo risultato – ha evidenziato Domenico Falco, presidente del Corecom Campania – può essere raggiunto solo attraverso l’istruzione perché dove c’è cultura non ci può essere bullismo.  Il Corecom Campania ha deciso essere al fianco delle scuole per combattere il bullismo per far comprendere ai nostri ragazzi l’ importanza della libertà di espressione e il valore della diversità”.

Maria Luisa Salvia, dirigente scolastica dell’Istituto “Palasciano” ha rivelato di essere una testimonial di chi ha subito atti di bullismo: “Quando ero piccola  – ha raccontato – venivo bersagliata dai miei compagni di classe e ancora oggi i segni rimangono. Sono come cicatrici che non si cancellano mai. Da dirigente scolastica spiego ai miei alunni una cosa molto semplice; ci si diverte quando si ride in due. Se uno ride e l’altro piange non ci si sta divertendo ma si sta facendo del male a una persona”.

“Ai ragazzi dobbiamo fornire le linee guida comportamentali – ha osservato Carmine De Pascale, Capogruppo della lista “De Luca Presidente” in Consiglio Regionale della Campania e promotore Legge Regionale sul cyberbullismo – aiutandoli ad analizzare il fenomeno nella sua globalità ed agire concretamente per non essere vittime o spettatori passivi , solo così possiamo debellare il bullismo molto diffuso non solo in Campania ma in tutta la civiltà occidentale”.

Internet rappresenta una risorsa informativa importante in grado di assicurare connessioni in tempo reale in tutto il mondo – ha sottolineato Marco Iannelli, capo della segreteria del direttore per il Servizio Ispettivo, Registro e Corecom dell’Agcom – ma è anche un mondo virtuale che nasconde insidie e di rischi molto pericolosi. Il nostro appello ai giovani è di utilizzare il web con maggiore consapevolezza rispettando le regole primarie e fondamentali”.

Ludovica Carpino, portavoce del Questore di Napoli, ha illustrato agli studenti la nuova ‘app’ della Polizia di Stato: “questo nuovo strumento informatico, scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet, consente di segnalare in tempo reale episodi di bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti rimanendo del tutto anonimi. È possibile inviare sms con video e foto allegate, diventando le ‘sentinelle del territorio’. La segnalazione giunge ad una consolle dedicata della sala operativa che predispone l’intervento immediato sul posto di una volante”.

“Le forze dell’ordine collaborano quotidianamente con le istituzioni per assicurare la presenza nelle scuole. Cerchiamo di spiegare agli studenti quali sono i rischi che si corrono navigando in rete – ha aggiunto Gianluca Galiotta, comandante della Compagnia di Bagnoli dei Carabinieri – e quali sono i problemi seri a cui possono andare incontro quando si scatenano dinamiche di gruppo difficili da gestire che talvolta provocano eventi che possono compromettere il loro futuro in modo drammatico”.

“Con la nostra presenza nelle scuole – ha rimarcato Dario Smecca, vice comandante 1° Gruppo Napoli Guardia di Finanza

vogliamo testimoniare la vicinanza a voi ragazzi e alle vostre famiglie. Un supporto che intendiamo offrire nell’interesse comune di vedere le forze dell’ordine come un approdo sicuro su cui contare quando si è vittime o testimoni di episodi di violenza o di bullismo”

“Ritengo queste iniziative di assoluta importanza – ha sostenuto Lorenzo Giannalavigna, presidente della IX Municipalità – per combattere un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più allarmanti. Discuterne è il primo passo. Noi dobbiamo avere un ruolo attivo, a partire dalla nostra presenza vicino alle scuole, per trovare la soluzione a un problema di sistema che non può essere risolto solo con la logica repressiva, ma soprattutto con azioni educative e valoriali”.

“Il primo aiuto efficace può arrivare dalle forze dell’ordine e dalle istituzioni – ha ribadito Marco Lanzaro, assessore all’istruzione della IX Municipalità – in modo da evitare danni ulteriori. Soltanto in questo modo è possibile offrire un sostegno concreto alla vittima di bullismo.”

Secondo lo psichiatra e criminologo clinico Antonio Scamardella “sul tema dell’emergenza bullismo occorreva prevenire e non curare. E’ indispensabile intervenire quando si manifestavano le prime avvisaglie. Oggi occorre spiegare bene ai nostri giovani come comportarsi nel gruppo per evitare che le dinamiche li travolgano. Al tempo stesso bisogna preparare le istituzioni ad affrontare questa nuova emergenza attraverso dei corsi di formazione ‘ad hoc’ per agevolare la comprensione di questo delicato processo di trasformazione in atto ormai da tanti anni”.

“Abbiamo sentito subito il calore della città”. Lo ha detto la figlia del giornalista Luigi Necco, deceduto a quasi 84 anni, poco prima del rito funebre, celebrato nella chiesa di san Giovanni dei Fiorentini, in piazza degli Artisti, a Napoli, dal teologo don Gennaro Matino, secondo quanto si apprende dal parroco don Lello Sogno. La chiesa, mezz’ora prima dell’inizio delle esequie, era già colma. Colleghi, amici ma anche tanti cittadini, hanno voluto rivolgere al giornalista scomparso e alla sua famiglia, l’ultimo saluto. In chiesa i gonfaloni del Comune di Napoli e della Regione Campania

“Libera” – Associazione Nomi e Numeri contro le mafie – inaugura un nuovo Presidio a Napoli. Lo fa nella sua periferia, a Pianura, allargando il suo raggio d’intervento al vicino quartiere di Soccavo. L’evento si terrà Mercoledì 31 Gennaio, alle ore 10.00, presso la “Casa del Giovane” sita in Via Vicinale Pignatiello, 15 – bene confiscato alla camorra -, che sarà anche la sede del neonato Presidio. Ad esso hanno partecipato esponenti di associazioni, di scuole e parrocchie del territorio che intendono mettere insieme il loro impegno contro le mafie e per la giustizia sociale e i diritti di cittadinanza. Presenti inoltre i referenti provinciali e regionali di Libera e il presidente Nazionale dell’Associazione, Don Luigi Ciotti. Il presidio intitolato in memoria delle vittime innocenti di camorra Palma Scamardella, Paolo Castaldi e Gigi Sequino.

 

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