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La testimonianza della “mamma di Arturo”, Maria Luisa Iavarone, all’incontro promosso dal Corecom Campania all’Istituto Palasciano di Pianura

NAPOLI – “Nella lotta al bullismo ognuno deve fare la sua parte: i ragazzi hanno l’obbligo di denunciare gli atti di violenza a cui assistono,  i genitori devono esercitare una maggiore presenza e vigilanza sui minori e le istituzioni hanno il preciso compito di collaborare con scuole e famiglie per promuovere progetti integrati che possano produrre un’inversione  di tendenza. E’ necessario fare emergere un nuovo modello di sviluppo educativo”. Lo ha detto Maria Luisa Iavarone, presidente associazione “Artur”, che ha catturato l’attenzione dei giovani studenti dell’Istituto Comprensivo Statale “72° Palasciano” di Pianura mostrando le drammatiche immagini dell’aggressione subita dal figlio Arturo con i dettagli delle venti coltellate ricevute dai componenti della baby gang responsabile dell’agguato, in occasione della seconda tappa di @scuolasenzabulli prevenzione per combattere il cyberbullismo promossa dal Comitato Regionale per le Comunicazioni della Campania.

“Bisogna arginare tutti i  comportamenti discriminatori che poi  diventano tristemente fatti di cronaca. Questo risultato – ha evidenziato Domenico Falco, presidente del Corecom Campania – può essere raggiunto solo attraverso l’istruzione perché dove c’è cultura non ci può essere bullismo.  Il Corecom Campania ha deciso essere al fianco delle scuole per combattere il bullismo per far comprendere ai nostri ragazzi l’ importanza della libertà di espressione e il valore della diversità”.

Maria Luisa Salvia, dirigente scolastica dell’Istituto “Palasciano” ha rivelato di essere una testimonial di chi ha subito atti di bullismo: “Quando ero piccola  – ha raccontato – venivo bersagliata dai miei compagni di classe e ancora oggi i segni rimangono. Sono come cicatrici che non si cancellano mai. Da dirigente scolastica spiego ai miei alunni una cosa molto semplice; ci si diverte quando si ride in due. Se uno ride e l’altro piange non ci si sta divertendo ma si sta facendo del male a una persona”.

“Ai ragazzi dobbiamo fornire le linee guida comportamentali – ha osservato Carmine De Pascale, Capogruppo della lista “De Luca Presidente” in Consiglio Regionale della Campania e promotore Legge Regionale sul cyberbullismo – aiutandoli ad analizzare il fenomeno nella sua globalità ed agire concretamente per non essere vittime o spettatori passivi , solo così possiamo debellare il bullismo molto diffuso non solo in Campania ma in tutta la civiltà occidentale”.

Internet rappresenta una risorsa informativa importante in grado di assicurare connessioni in tempo reale in tutto il mondo – ha sottolineato Marco Iannelli, capo della segreteria del direttore per il Servizio Ispettivo, Registro e Corecom dell’Agcom – ma è anche un mondo virtuale che nasconde insidie e di rischi molto pericolosi. Il nostro appello ai giovani è di utilizzare il web con maggiore consapevolezza rispettando le regole primarie e fondamentali”.

Ludovica Carpino, portavoce del Questore di Napoli, ha illustrato agli studenti la nuova ‘app’ della Polizia di Stato: “questo nuovo strumento informatico, scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet, consente di segnalare in tempo reale episodi di bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti rimanendo del tutto anonimi. È possibile inviare sms con video e foto allegate, diventando le ‘sentinelle del territorio’. La segnalazione giunge ad una consolle dedicata della sala operativa che predispone l’intervento immediato sul posto di una volante”.

“Le forze dell’ordine collaborano quotidianamente con le istituzioni per assicurare la presenza nelle scuole. Cerchiamo di spiegare agli studenti quali sono i rischi che si corrono navigando in rete – ha aggiunto Gianluca Galiotta, comandante della Compagnia di Bagnoli dei Carabinieri – e quali sono i problemi seri a cui possono andare incontro quando si scatenano dinamiche di gruppo difficili da gestire che talvolta provocano eventi che possono compromettere il loro futuro in modo drammatico”.

“Con la nostra presenza nelle scuole – ha rimarcato Dario Smecca, vice comandante 1° Gruppo Napoli Guardia di Finanza

vogliamo testimoniare la vicinanza a voi ragazzi e alle vostre famiglie. Un supporto che intendiamo offrire nell’interesse comune di vedere le forze dell’ordine come un approdo sicuro su cui contare quando si è vittime o testimoni di episodi di violenza o di bullismo”

“Ritengo queste iniziative di assoluta importanza – ha sostenuto Lorenzo Giannalavigna, presidente della IX Municipalità – per combattere un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più allarmanti. Discuterne è il primo passo. Noi dobbiamo avere un ruolo attivo, a partire dalla nostra presenza vicino alle scuole, per trovare la soluzione a un problema di sistema che non può essere risolto solo con la logica repressiva, ma soprattutto con azioni educative e valoriali”.

“Il primo aiuto efficace può arrivare dalle forze dell’ordine e dalle istituzioni – ha ribadito Marco Lanzaro, assessore all’istruzione della IX Municipalità – in modo da evitare danni ulteriori. Soltanto in questo modo è possibile offrire un sostegno concreto alla vittima di bullismo.”

Secondo lo psichiatra e criminologo clinico Antonio Scamardella “sul tema dell’emergenza bullismo occorreva prevenire e non curare. E’ indispensabile intervenire quando si manifestavano le prime avvisaglie. Oggi occorre spiegare bene ai nostri giovani come comportarsi nel gruppo per evitare che le dinamiche li travolgano. Al tempo stesso bisogna preparare le istituzioni ad affrontare questa nuova emergenza attraverso dei corsi di formazione ‘ad hoc’ per agevolare la comprensione di questo delicato processo di trasformazione in atto ormai da tanti anni”.

“Abbiamo sentito subito il calore della città”. Lo ha detto la figlia del giornalista Luigi Necco, deceduto a quasi 84 anni, poco prima del rito funebre, celebrato nella chiesa di san Giovanni dei Fiorentini, in piazza degli Artisti, a Napoli, dal teologo don Gennaro Matino, secondo quanto si apprende dal parroco don Lello Sogno. La chiesa, mezz’ora prima dell’inizio delle esequie, era già colma. Colleghi, amici ma anche tanti cittadini, hanno voluto rivolgere al giornalista scomparso e alla sua famiglia, l’ultimo saluto. In chiesa i gonfaloni del Comune di Napoli e della Regione Campania

“Libera” – Associazione Nomi e Numeri contro le mafie – inaugura un nuovo Presidio a Napoli. Lo fa nella sua periferia, a Pianura, allargando il suo raggio d’intervento al vicino quartiere di Soccavo. L’evento si terrà Mercoledì 31 Gennaio, alle ore 10.00, presso la “Casa del Giovane” sita in Via Vicinale Pignatiello, 15 – bene confiscato alla camorra -, che sarà anche la sede del neonato Presidio. Ad esso hanno partecipato esponenti di associazioni, di scuole e parrocchie del territorio che intendono mettere insieme il loro impegno contro le mafie e per la giustizia sociale e i diritti di cittadinanza. Presenti inoltre i referenti provinciali e regionali di Libera e il presidente Nazionale dell’Associazione, Don Luigi Ciotti. Il presidio intitolato in memoria delle vittime innocenti di camorra Palma Scamardella, Paolo Castaldi e Gigi Sequino.

 

Il Comune di Napoli ha organizzato presso il complesso di San Domenico Maggiore una giornata dedicata interamente ai giovani durante la quale sono stae illustrati gli avvisi pubblici “Giovani per i beni pubblici 2018” e “Giovani per il sociale 2018”. Presente al convegno anche il Ministro per il Lavoro Giuliano Poletti. Fuori la sede, però, le proteste di attivisti e lavoratori.

 

A dieci anni dalla sua nascita, la fondazione decide di incontrare la stampa per presentare il bilancio delle principali attività svolte e per passare ufficialmente la nomina di presidente nelle mani di don Tonino Palmese. Paolo Siani, fratello di Giancarlo e storica guida dell’ente Politiche Integrate di Sicurezza, nato nel 2008, ha infatti dichiarato che si candiderà con il Pd di Matteo Renzi, lasciando la sua poltrona a quella del vicepresidente.

 

Grande successo per la 13 edizione de la Befana dei prematuri, evento organizzato dall’Associazione Soccorso Rosa-Azzurro Onlus, per i neonati prematuri e gli ex-prematuri, ricoverati presso l’Unità Operativa Complessa di Neonatologia, diretta da Francesco Raimondi, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. I festeggiamenti quest’anno arrivano dopo un anno di lavoro con 300 ricoveri in terapia intensiva neonatale.

Presentato, dal movimento nazionale per la sovranità, il Fronte Italiano per il Lavoro e la partecipazione, il F.I.L.P. – sindacato azzurro, il Fronte Disoccupati e Precari e gli Ex Detenuti Organizzati Napoletani il protocollo per il Lavoro agli Italiani, per l’inserimento lavorativo dei giovani, dei disoccupati e degli ex detenuti.  Un patto finalizzato a contrastare la disoccupazione e la precarietà dei napoletani e dei Campani, in risposta al Protocollo promosso dal Ministero dell’Interno per il lavoro agli immigrati.  Verrà consegnato alle autorità competenti entro il 10 Gennaio 2018.

 

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Una tombolata di solidarietà per i piccoli affetti dalla sindrome di Alexander, una malattia rara neurodegenerativa che conta anche dei casi in Italia. La ricerca sta facendo molto ma le cure sono ancora in fase sperimentale e lo scopo dell’iniziativa, arrivata all’ottava edizione, che si è tenuta nella sede di spazio a sinistra la cui responsabile è Livia Centanni, è di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa tematica. Tante le persone che hanno aderito alla manifestazione organizzata dall’associazione più unici che rari onlus la cui responsabile è Chiara di maio. Tra i presenti anche ciro Fiola, Giuseppe scotto Di Luzio, il consigliere di area metropolitana Giovanni Varchetta, il professor Giuseppe Russo neurochirurgo dell’ospedale Cardelli, e il professor Pasqualino De Marinis primario del reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Caserta che ascoltiamo.

Il direttore generale dell'azienda ospedaliera lo ha detto alla presentazione del nuovo portale d'informazione "Salute... a tutti", promossa da Salvatore Isaia, presidente di Federsociale

NAPOLI – «Tra i più importanti obiettivi raggiunti dall’ospedale Cardarelli, nell’ultimo anno e mezzo, c’è sicuramente la riduzione dei tempi di intervento sulla frattura del femore per gli over 65: siamo passati dal 6% all’80%. Analogo trend per i parti cesarei: viaggiavamo attorno a una percentuale oscillante tra il 46 e il 48% delle operazioni: negli ultimi mesi del 2017, siamo arrivati al 36%. Poi, alla vigilia di Natale abbiamo registrato ‘zero barelle’ in pronto soccorso. Un risultato soddisfacente perché significa che la programmazione e la pianificazione delle strategie si stanno rivelando vincenti».

Lo detto Ciro Verdoliva, Direttore Generale dell’Azienda ospedialiera partenopea, in occasione della presentazione del nuovo portale web sulla sanità campana, «Salute… a tutti», diretto da Salvatore Isaia, presidente nazionale di Federsociale.

Alla conferenza,che si è svolta stamattina nell’Aula Mediterraneo dell’Ospedale Cardarelli, sono intervenuti Domenico Falco, Presidente Corecom Regione Campania; Bruno Zuccarelli, Vicepresidente Ordine dei Medici di Napoli; Teresa Rea, Vicepresidente Ipasvi; e Umberto Russo, coordinatore di «Salute a tutti».

«Sono stati mesi di impegno e di risultati – ha aggiunto Verdoliva –. Ciò che abbiamo ottenuto può sembrare una magia, ma non lo è; è frutto invece dell’analisi dei problemi e delle criticità che ci siamo trovati ad affrontare e delle soluzioni messe in campo».

«Il “Centro Dafne-Codice Rosa”, per aiutare le donne vittime di violenze di genere, è un ulteriore buon esempio – spiega il manager, alla guida dell’ospedale più grande del Sud Italia da circa un anno e mezzo –. E non dimentichiamo le prossime sessioni concorsuali per reclutare nuovi dirigenti medici, dirigenti medici di emergenza, dirigenti medici anestesisti».

«A ciò dobbiamo aggiungere i nuovi concorsi per i primari – spiega ancora –: 31 nuovi professionisti di eccezionale livello al lavoro già nei primi sei mesi del 2018, per un nuovo anno di assunzioni e nuova linfa e professionalità».

«Una corretta informazione in ambito sanitario – ha concluso – è un tema che sta a cuore al Cardarelli, dove nel bene e nel male le notizie vengono amplificate. Purtroppo più nel male, perché le belle notizie non fanno notizia, come si dice.

Il Cardarelli non si è mai sottratto alla comunicazione con il pubblico, ma anzi fornisce puntualmente informazioni, affinché le fonti siano corrette e l’informazione equilibrata».

Sull’importanza di avere un giornalismo di qualità in ambito sanitario, Salvatore Isaia, direttore editoriale di «Salute a Tutti» ha sottolineato come «nonostante la Rete dia molte possibilità per informarsi», il settore della sanità è «seriamente danneggiato dalla quantità di fake news che circolano».

«Ormai – ha aggiunto – si consultano i motori di Google anche mentre si è dal medico. Il portale “Salute a tutti” si muove su due direttrici: quella scientifica, affidata agli editoriali di professionisti pronti a condividere il loro sapere e indirizzare i cittadini, e quella della cronaca, supportata da una coscienziosa verifica delle fonti e dal rispetto di un codice deontologico, indispensabile per un’eticità e professionalità del giornalismo».

La redazione – ha spiegato Isaia – è aperta a tutti ed è «pronta ad accogliere le segnalazioni di cittadini e gli interventi degli addetti ai lavori, in un filo diretto tra lettori, operatori del settore e giornalisti».

«I social hanno molti effetti benefici ma causano enormi disastri» ha rincarato Bruno Zuccarelli, Vicepresidente Ordine dei Medici di Napoli.

«Rieducare il cittadino al riconoscimento dell’autorevolezza di un’informazione scientifica è prioritario di questi tempi, basti pensare a quanto accaduto per i vaccini».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente Corecom Campania, Domenico Falco, che ha messo in guardia anche gli operatori dell’informazione «da un approccio semplicistico» nel giornalismo «scientifico e sanitario, in particolare» considerato che «un errore o una notizia non verificata possono avere un riflesso negativo sulla vita e sulla salute di una persona».

Teresa Rea, vicepresidente degli infermieri della provincia di Napoli ha annunciato che il parlamento ha approvato definitivamente la legge che riforma gli ordini professionali sanitari, prevista dal Ddl Lorenzin.

“Per noi oggi è sicuramente una giornata importante: facciamo un importante passo in avanti come professione, da collegio ci trasformiamo in ordine professionale, ma soprattutto diamo maggiori garanzie ai cittadini”.

 

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