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E’ sul mercato il nuovo Samsung Galaxy S9 e S9+. Poche modifiche nella forma, ma molte nella sostanza. A Barcellona, in occasione del Mobile Word Congress 2018, Samsung ha presentato i suoi nuovi smartphone di punta. Questa volta, la casa coreana ha deciso di non modificare eccessivamente il design dei nuovi dispositivi, ma viceversa le caratteristiche tecniche hanno subito un notevole slancio in avanti.

I nuovi Samsung S9 e S9+ si presentano con uno schermo borderless, così come il suo predecessore. Al suo interno, però monta il chipset Exynos 9810 e dispone di una RAM di ben 4 GB, con 64 GB di memoria interna. Ma, non contento, il dispositivo ospita un ingresso per la memoria esterna, fino ad un massimo di 400 GB. Il Galaxy s9+ monta invece lo stesso chipset del suo fratello minore, ma dispone di 6 GB di RAM. La memoria interna è sempre di 64 GB, e anche l’espansione a 400 GB con memoria esterna resta la medesima. Per quanto riguarda lo schermo, mentre il Galaxy S9 si presenta con un 4.8 pollici Quad HD+, l’S9+ si fregia di 6.2 pollici Quad HD+. La densità dei pixel, tuttavia, è maggiore in S9, con un 570ppi contro i 529 dell’S9+.

La vera novità dei due nuovi telefoni di casa Samsung è proprio il decisivo miglioramento della fotocamera, date le aspre critiche mosse per il Galaxy S8, la cui fotocamera non era considerata all’altezza. Samsung sembra quindi aver capito i suoi errori, ed aver investito gran parte delle risorse sul miglioramento della fotocamera. Infatti, il Samsung Galaxy S9 è dotato di una fotocamera di 12 Megapixel, con doppia apertura focale da F1,5 e F2,4. Ciò permette al dispositivo di adattarsi maggiormente ad ogni condizione di luce, grazie anche alla noise reduction, che riduce il “rumore” dello scatto del 30% rispetto all’S8.

Il risultato sono delle foto nitide e definite, anche in condizioni di scarsa luminosità. La fotocamera frontale ha un sensore da 8 Megapixel, con apertura focale da F1,7.

Il Galaxy S9+ monta la stessa fotocamera posteriore, ma si differenzia dall’S9 per la fotocamera anteriore, dotata di un sensore da 12 Megapixel con apertura focale e zoom migliorati. Entrambi i cellulari supportano i video in super slowmotion, con la possibilità di registrazione a 960 frame per secondo. Passiamo alla batteria: il Galaxy S9 è alimentato da una batteria a 3000 mAh, con supporto a ricarica rapida; l’S9 plus ha una batteria da 3500 mAh con ricarica super veloce.

Chiudiamo con la disponibilità e il prezzo. I Galaxy S9 e S9+ sono disponibili in preordine da ieri, 25 febbraio, in tre colori: Midnight Black, Lilac Purple e Coral Blue. La vendita vera e propria partirà dal 16 marzo, sebbene chi ha effettuato il preordine potrà avere il suo smartphone a partire dal 7. Il prezzo di lancio del Galaxy S9 sarà di 899 euro, quello dell’S9+ di 999 euro. Consegnando il proprio usato nella fase di preordine del telefono sarà possibile ottenere uno sconto fino a 450 euro.

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A 76 anni, dopo oltre un quindicennio di lotta contro il cancro, si è spenta Marina Ripa Di Meana. L’icona ribelle, divisa tra amori, copertine e lotte ambientaliste, si è arresa a quel male che non le ha lasciato scampo. Durissime le prove a cui si è sottoposta negli ultimi mesi, una su tutte la reazione allergica ad una terapia che l’aveva completamente sfigurata. Non si era arresa fino all’ultimo, mostrandosi in tv, negli ultimi tempi con il volto coperto da una veletta nera, in difesa della medicina a cui continuava a credere nonostante i dolorosi risvolti. Dopo tante sofferenze, ci ha lasciato oggi, la più eccentrica e carismatica delle socialite italiane.

Inizia la caccia all’affare nei primi giorni del 2018, in attesa dell’ufficialità dei saldi previsti per il 5 Gennaio.  Anticipate le offerte da parte dei negozianti, prezzi sempre più bassi in cerca di acquirenti.  Prima dell’ Epifania shopping in cerca di qualche novità a prezzo conveniente. Si spenderanno in media 150€ a famiglia.

Casero: Pronti a modifiche per un sistema più efficiente. Orlandi: L’Agenzia delle Entrate sta semplificando

PISA – “Il 14 dicembre i commercialisti saranno in piazza per la prima manifestazione unitaria, promossa dalle sette sigle sindacali di categoria e supportata dal Consiglio Nazionale”. Lo ha annunciato Marco Cuchel, presidente d Anc. Aprendo il forum nazionale “Obiettivo Futuro – Incontro tra politica, istituzioni e professionisti”, organizzato dall’Associazione Nazionale Commercialisti e Confprofessioni.
“Tutta la categoria  – ha aggiunto Cuchel – sarà unita, quindi, per la proclamazione del primo sciopero contro il numero sempre maggiore di adempimenti formali che poco hanno a che vedere con la lotta all’evasione”.
Subito è arrivata la risposta del governo con  Luigi Casero, viceministro dell’Economia e delle Finanze: “la manifestazione dei commercialisti? Siamo pronti ad approntare le modifiche necessarie per rendere più efficiente e semplice il sistema: si tratta di un lavoro che può essere realizzato già nelle prossime settimane, credo che molti degli elementi che abbiano suscitato polemiche possano essere superati e risolti. Ci sono solo due paletti su cui non si può tornare indietro – ha evidenziato Casero – Ci devono essere interventi per il recupero dell’evasione dell’Iva, e mi sembra che su questo ci sia concordia da parte di tutte le organizzazioni imprenditoriali e professionali sul campo; e poi dobbiamo dare alcune risposte agli interventi di Ocse, Fondo Monetario e Comunità Europea”.

cuchel-e-orlandiSull’argomento è intervenuta anche Rossella Orlandi (nella foto con Marco Cuchel), direttore generale dell’Agenzia delle Entrate: “stiamo cercando di fare in modo che gli adempimenti siano i più semplici possibile”, ha sottolineato  “L’impegno dell’Agenzia è quello di dimostrare come gli adempimenti potranno essere sempre più facili da effettuare: il nostro sforzo è quello di non mettere nulla in più rispetto a quanto già è previsto, ma anzi eliminare qualcosa”.

Secondo Luigi Pagliuca, presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, “in un momento in cui Governo e Parlamento si stanno aprendo nei confronti delle libere professioni, troviamo come contraltare un appesantimento incredibile delle incombenze che gravano non solo sulle attività dei professionisti ma anche sulle aziende, in barba a qualsiasi tentativo di semplificazione. Evidentemente di fronte alla volontà mostrata da chi ci governa ci sono delle difficoltà nella realizzazione pratica. Ascoltare di più i professionisti probabilmente aiuterebbe a risolvere il problema”.

“Spero che quella del 14 dicembre possa essere una giornata di riflessione e di confronto, non di agitazione. Ai professionisti dico: troviamoci intorno ad un tavolo e focalizziamoci sui punti dove possiamo intervenire, perché anche piccoli passi possono essere significativi nell’interesse del cittadino”, ha evidenziato Cosimo Maria Ferri, sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia, nel corso della tavola rotonda moderata dalla giornalista Simona D’Alessio. “Mi auguro che le libere professioni possano trovare un momento di confronto costruttivo con il governo, noi siamo disponibili a ragionare”.

“I commercialisti sono arrivati al limite della sopportazione nei confronti di un disagio che va avanti ormai da parecchi anni – ha sottolineato Massimo Miani, consigliere nazionale dei commercialisti italiani – Siamo soffocati da una serie di adempimenti che sono a carico delle imprese ma che in realtà vengono sostenuti, anche a livello di costi, dai commercialisti. La situazione non è più tollerabile e di conseguenza manifesteremo questo disagio, in maniera ordinata e serena, il prossimo 14 dicembre a Roma”.
Secondo Mauro Scarpellini, docente di Finanza Previdenziale, “il rapporto tra numero di professionisti e numero degli abitanti rivela che in Italia siamo 2,27 volte più della Spagna, 1,9 volte più della Francia, 1,5 volte più del Regno Unito e 1,4 volte più della Germania. In Europa i professionisti sono cresciuti, ma non i loro redditi: il 42,1% dei professionisti guadagna meno di 26mila euro l’anno. Il pensiero va ai corrispondenti contributi previdenziali e all’esigua rendita maturanda sui montanti”. Di conseguenza, ha concluso il professore, “questi andamenti previsionali creano incognite sull’equilibrio di qualsiasi sistema previdenziale e sulla sostenibilità nel lungo periodo”.

In conclusione, Mario Cicala, ex presidente della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, ha sottolineato l’importanza della manifestazione dei commercialisti. “La loro delusione è nei confronti delle misure che contribuiscono a complicare ulteriormente il sistema del Paese è anche la delusione dei giudici tributari e trascende persino i mali che affliggono la giustizia tributaria e l’opposizione a non condivise proposte di riforma della giustizia tributaria”. “Assistiamo – ha spiegato Cicala – al proliferare di nome che perseguono uno scopo specifico, delimitato e settoriale: di fronte ad una miriade di disposizioni di dettaglio e a centinaia di commi si incrina sempre di più la certezza del diritto, affogata in un fiume di norme di difficile interpretazione in cui la giurisprudenza legge spesso una voluntas legis distante mille miglia dall’intento del legislatore”.

Quattro parrucchieri napoletani, uniti da passione, senso dell’arte, energia e positività nel lavoro sono partiti per la realizzazione di un progetto molto ambizioso: creare a Napoli la prima accademia e agenzia di formazione professionale per parrucchieri, sotto la guida degli affermati professionisti Daniele e Ciro Pirrella, Gaetano Foria e Fedele Montella. Più che un’agenzia di formazione per parrucchieri è una filosofia che, ancora oggi, si sviluppa attraverso i propri leader che guidano questo progetto di vita con lavoro di squadra e soprattutto determinazione. Come spiegano due dei fondatori Ciro Pirrella e Fedele Montella. Un progetto quello inaugurato al decimo piano dell’isola G7 del centro direzionale, punta sui giovani e mira espandersi in tutta Italia e, perché no, anche nel resto del mondo. Come sottolinea Gaetano Foria.

 

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Disparità di trattamento, da Provincia a Provincia, per le modalità di visite ispettive. Ma anche scadenze a brevissimo termine che richiedono risposte veloci degli Enti istituzionali preposti: è per questo che dal 27/11/2015 e fino a data da destinarsi le scuole di formazione professionale facente capo aSi.Form. e Movimento Libero e Autonomo delle scuole di formazione autofinanziate (in totale circa 160 enti) hanno proclamato lo stato di agitazione. La decisione segue la riunione tenuta nei locali della scuola di formazione ACIIEF a cui hanno partecipato numerosi rappresentanti delle scuole di formazione aderenti.“Vogliamo che venga stilato un protocollo univoco per tutti gli enti di formazione professionale in Campania – tuona il presidente del Movimento, Luca Lanzetta, che rincara – Le ispezioni devono coinvolgere tutti allo stesso modo”. Da anni, infatti, il Movimento si batte nella legalità del comparto formazione campana e alcuni casi riscontrati di visite ispettive sono stati ritenuti “sospetti”. “Abbiamo constatato – continua Lanzetta – che in alcune province le visite ispettive si svolgono in maniera difforme, nel metodo e nello spirito. Avendo un interlocutore importante come l’assessore regionale Chiara Marciani, ottima persona precisa, puntuale, preparata e sensibile ai nostri problemi, chiediamo a quest’ultima che diventi garanzia di parità nei trattamenti di tutti gli enti di formazione campani”. “Nel settore – conclude nel suo intervento Lanzetta – è stato fatto tanto ma ancora tanto c’è da fare. Soprattutto a tutela dell’utenza: l’utente ha tutti i diritti del mondo di avere un’ottima formazione professionale. E ci sono enti che possono dare questa formazione, vanno messi in condizione di lavorare tranquillamente”. Sulle modalità con cui si paleserà questo stato di agitazione non ci sono ancora certezze, è probabile che gli enti di formazione che aderiranno lo stato di agitazione cercheranno di negare le visite ispettive ai membri della Provincia. “Una cosa è certa: almeno in questa prima fase non intendiamo far ricadere i disagi sull’utente finale – afferma Raffaele Pagano di Si.Form. – Le istituzioni, nelle rispettive competenze, devono prendere atto delle nostre rivendicazioni”.Continua Pagano: “Ci sono delle scadenze, come quella del 31 dicembre 2015 che è data ultima per l’avvio delle attività formative, che necessita di una proroga altrimenti le nostre attività vanno in stallo. Poi c’è quella del 30 giugno 2016, imposta dall’Unione Europea a seguito del decreto interministeriale che obbliga a tutte le Regioni di dover adeguare l’offerta formativa al repertorio nazionale ed europeo. Se nulla verrà fatto per quella data, le nostre scuole diverranno obsolete nei titoli e quindi non competitive nel mercato del lavoro. Insomma, è necessario che le istituzioni interessate diano risposteimmediate per consentire agli enti di formazione non solo di fare impresa ma di fare LA buona impresa!”.

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Con l’ approssimarsi delle festivita’ natalizie cominciano ad intensificarsi le misure di prevenzione contro i botti illegali. La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un maxi sequestro di fuochi d’artificio in un opificio di Mugnano, dove si svolgeva un’ attivita di produzione di materiale esplodendo senza autorizzazione. I finanzieri hanno trovato 7mila «botti» illegali già pronti per la vendita e oltre 28mila semilavorati denominati «cobra», equivalenti alle più note «cipolle», 50 kg di polvere pirica, per un quantitativo complessivo di oltre una tonnellata. Tutto il materiale esplodente e il locale di circa 50 mq sono stati sottoposti a sequestro; arrestati i due responsabili dell’attività, entrambi di Melito, con l’ accusa di fabbricazione e detenzione di materiale esplodente.

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Tensione in Consiglio Regionale, con urla ed insulti, durante la seduta per l’approvazione della legge sull’ acqua e sull’ ente unico di controllo. Mentre Gennaro Oliviero del Pd illustrava il disegno di legge a firma del presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca e del suo vice con delega all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola, i comitati di cittadini per l’acqua pubblica e i consiglieri del Movimento Cinque Stelle hanno intonato cori chiedendo il rispetto dell’esito del referendum del 2011 sull’acqua bene comune. Alcuni grillini hanno provato ad occupare l’ aula e la presidente dell’ assemblea, Rosa D’ Amelio e’ stata colta da lieve malore, procedendo alla sospensione della seduta

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Il Movimento 5 Stelle del Consiglio Regionale della Campania, insieme al deputato grillino Luigi Gallo ha presentato una nuova iniziativa per combattere le “bollette pazze” ed i distacchi improvvisi ed illegittimi delle forniture d’ acqua. Nel mirino la GORI, societa’ che gestisce le risorse idriche nei comuni vesuviani. il movimento ha anche attivato una mail a cui indirizzare lamentele o problematiche relative al servizio erogato dalla GORI.

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Il ferragosto a Napoli è scandito da ombrelli, maglioncini, scarpe chiuse e forti piogge. Il lungomare partenopeo diventa un set dai colori autunnali e...