Timber by EMSIEN-3 LTD
Politica

Un manifesto col volto del ministro degli Interni, un mirino e la scritta “Assassino. Prendilo di mira”, poi 40 metri e la scritta in rosso “Salvini, Bologna ti odia! No al razzismo”. Sono apparsi in via Zamboni, cuore della zona universitaria di Bologna. Lo striscione è stato poi prontamente rimosso. Autori dell’azione di protesta sono i militanti del Collettivo universitario autonomo (Cua): “Abbiamo voluto sottolineare quella che secondo noi è una caratteristica della città di Bologna: schifare certe politiche razziste e xenofobe- spiegano i membri del Cua- negli ultimi mesi abbiamo visto un’escalation, sia a livello politico che di aggressioni all’interno della società, del suprematismo bianco e del razzismo”. Inoltre, una protesta contro l’approvazione di pochi gironi fa in Consiglio dei ministri del decreto Salvini, “una radicalizzazione nel solco di Minniti: attaccare i migranti e attaccare i poveri”. Immediata la risposta del Ministro “I soliti figli di papà dei centri a-sociali. Che pena. Credo che qualche mese di servizio civile o militare gli farebbe proprio bene”.

Presso la Sala Vasari della Chiesa di S. Anna dei Lombardi, in Piazza Monteoliveto, “In rete contro la violenza”, la presentazione di esperienze virtuose a favore delle donne. L’evento, a cura di Confcooperative Federsolidarietà Campania, in sinergia con la Regione Campania e Fondazione Con il Sud, fa il punto sui progetti di rete che – finanziati da Fondazione Con Il Sud a seguito del bando Donne – mettono in campo azioni contro la violenza di genere. I progetti che verranno presentati e che coinvolgono cooperative nella rete di Confcooperative Campania, associazioni, ambiti ed istituzioni sono: S.A.R.A. Sostegno antiviolenza rete attiva, Be Help – is, Rete antiviolenza e Un’altra via di uscita. Saranno anche presentate le iniziative della Regione Campania per superare la violenza con azioni di orientamento, lavoro, tirocini, esperienze formative. Nel corso dell’evento si racconteranno cooperative sociali che da anni operano accanto alle donne.

Ricordare è un dovere. Questo il senso dell’evento, organizzato dall’Arma dei Carabinieri, dal Comune di Napoli e dalla Federico II. Alla tavola rotonda sono intervenuti il sindaco Luigi de Magistris, il generale dei carabinieri Vittorio Tomasone, il comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri e il rettore della Federico II Gaetano Manfredi. Durante l’incontro il ricordo dei 14 carabinieri uccisi a Teverola.

Il premier Giuseppe Conte arriva ad Ischia alle 8.50, recandosi sulla zona rossa di Casamicciola Terme, colpita l’anno scorso a fine agosto dal terremoto. accolto dai sindaci dei sei Comuni dell’isola coinvolti dal sisma e dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e prima di entrare nella zona rossa si è intrattenuto a parlare con un gruppo di residenti che gli hanno chiesto di intervenire: «Siamo stati dimenticati, siamo stati ghettizzati», ha spiegato una signora al capo del governo rassicurando i cittadini che non esistono terremotati di serie a e di serie B….le tragedie sono tutte uguali. Conte ha accettato inoltre la richiesta di una delle residenti di venire con lui nella zona rossa. Al termine della visita, il premier ha poi lasciato il gruppo di ischitani affermando: “Sono qui per chiudere il cerchio, per dare concretezza alla vostra speranza. La settimana prossima porterò io personalmente in Consiglio dei ministri un decreto per il terremoto di Ischia”.

Il Cilento, Pollica e Acciaroli si sono fermati per un attimo e tra le lacrime e gli applausi hanno ricordato Angelo Vassallo, l’ex sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre del 2010. “Quando la memoria diventa speranza”, questo il titolo della manifestazione per chiedere verità e giustizia e alla quale hanno partecipato il sindaco Stefano Pisani e i colleghi degli altri comuni ma anche il deputato Tino Iannuzzi, l’ex presidente della regione Antonio Bassolino, l’ex vice presidente Antonio Valiante e il vice presidente attuale Fulvio Bonavitacola e Libera, l’associazione contro le mafie di cui, utilizziamo il messaggio: si lotta per non dimenticare.

321 milioni disponibili, 23 mila case popolari da ristrutturare tra Nord e Sud ma il governo e le regioni litigano e il rischio è che salti tutto. Il piano nazionale case popolari crea un’ulteriore discrepanza nello stivale,. Più fondi per Lombardia, veneto e Sicilia a danno di Puglia, Basilicata, Campania e Piemonte che sono anche le regioni maggiormente interessate al problema. Oggi a Roma un nuovo vertice per fare il punto sulla situazione e modificare il provvedimento.

L’azienda napoletana mobilità sospende definitivamente 5 linee su 18. Erano state congelate per la pausa estiva ma non saranno ripristinate. Altre 14 linee subiranno modifiche. La zona ospedaliera di Napoli però vedrà potenziato il servizio con due mezzi in supporto alla navetta 143. Eav invece si prepara a una maxi-selezione: entro l’estate prossima si prevede l’assunzione di 350 persone.

“Basta basta razzismo”. il coro unito dei manifestanti risuonava forte e chiaro. siamo tutti antirazzisti urlano. sono tanti, tantissimi. un’onda di gente. sono scesi in piazza dopo gli ultimi fatti di cronaca che, la notte prima, hanno visto protagonista Cisse’ Elhadji Diebel un ragazzo senegalese di 32 anni sparato alla gamba da due bianchi su uno scooter, nel quartiere vasto di napoli. parlano di uguaglianza, di pace, di unione, di abbattere muri, frontiere e differenze. parlano della ricchezza che può portare la diversità, della povertà cui si va incontro seminando l’odio. immancabili le critiche alle politiche adottate dal ministro degli interni Matteo Salvini. ineluttabili le frasi rabbiose di chi si è sentito dire “adesso finisce la pacchia”. il corteo è partito da piazza Garibaldi ed è arrivato sino alla Prefettura di Napoli.

A stabilirlo sono stati i giudici che hanno poi convocato la prossima udienza per il 19 settembre. La azienda mobilità napoletana sono anni che affronta conti in rosso; basti pensare che i bilanci del 2016 e 2017 non sono stati approvati e quello del 2015 è stato adottato in ritardo. Nello specifico, per quanto concerne gli ultimi due bilanci, dal documento si legge che ci sarebbero “criticità di riconciliazione tra gli importi dei crediti vantati da Anm verso il Comune di Napoli e, specularmente, i debiti del secondo verso la prima. Si parla di oltre 9 milioni di euro su un totale di circa 23 milioni; entrate potenziali dal Comune che Anm ha ritenuto incerte e per questo ha ritenuto opportuno congelare un cosiddetto fondo cuscinetto.

 

ULTIME NOTIZIE