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Attualità

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Tutto pronto per la la partita più attesa e temuta del campionato ma il Napoli a questo giro si mostra tranquillo. Ancelotti si gode la fiducia del big match con la Juve. La sua filosofia è la serenità anche alla vigilia di partite come queste. «L’unico pericolo è proprio quello di avere troppa preoccupazione. La squadra è motivata, si è allenata bene: dobbiamo cercare di ripetere quanto fatto nelle ultime due partite in una sfida dalle difficoltà superiori». Tanti motivi d’interesse, tra questi il duello Ronaldo-Insigne. «Sarà Juve contro Napoli. Per me Ronaldo è sempre da Pallone d’Oro ma stavolta se lo vincesse Modric andrebbe bene lo stesso. Insigne stava già facendo bene negli anni precedenti, gli ho cambiato posizione e sta facendo bene non solo in fase offensiva ma anche difensiva».

Salute e alimentazione, cibo e ambiente. Ripartono da temi di grande attualità le riflessioni de “Il Sabato delle Idee”, il pensatoio progettuale fondato dallo scienziato Marco Salvatore che mette in rete alcune delle principali istituzioni culturali, accademiche e scientifiche del Mezzogiorno, dalla Città della Scienza all’IRCSS SDN. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, ha scelto di lanciare un titolo amletico: “To Bio or not to Bio?”. Un incontro che prosegue un percorso di studio e ricerca sul binomio “salute e alimentazione” avviato dal Sabato delle Idee in collaborazione con due Università napoletane per un più forte impegno nella formazione dei giovani sui temi della prevenzione alimentare: l’Università Suor Orsola Benincasa, sede del primo Centro di Ricerca accademico italiano specificamente dedicato alla Dieta Mediterranea con la direzione dell’antropologo Marino Niola e l’Università degli Studi di Napoli Federico II che proprio in questi giorni ha avviato lezioni del neonato corso di laurea in Scienze Gastronomiche Mediterranee presso il Dipartimento di Agraria di Portici. “Può “l’era del bio” e del “direct food” (canali alternativi alla grande distribuzione organizzata), sfruttando il contributo di nuove tecnologie “bio-based”, generare una soluzione al dilemma di produrre di più mantenendo standard di qualità elevati e utilizzando solo risorse ambientali rinnovabili?”. Così Marco Salvatore, direttore scientifico dell’IRCSS SDN e fondatore del Sabato delle Idee, anticipa uno dei quesiti in discussione sabato su cui si gioca l’intera sostenibilità dell’attuale sistema alimentare non solo italiano, “anche alla luce dei cambiamenti climatici e sociali, degli effetti della produzione massiva sull’ambiente e sulle abitudini alimentari e delle problematiche connesse al junk food (cibi preconfezionati e relativi effetti sulla salute) e ai food deserts (le aree popolari dove è difficile trovare cibo di qualità)”.

«Nella ricorrenza del 75 anniversario delle Quattro Giornate di Napoli, coraggiosa insurrezione del Popolo partenopeo contro l’occupazione nazista, rivolgo il mio commosso pensiero alle vittime di un evento tra i più emblematici della seconda guerra mondiale, entrato a far parte della storia d’Italia». Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della ricorrenza delle quattro giornate di Napoli.

Un manifesto col volto del ministro degli Interni, un mirino e la scritta “Assassino. Prendilo di mira”, poi 40 metri e la scritta in rosso “Salvini, Bologna ti odia! No al razzismo”. Sono apparsi in via Zamboni, cuore della zona universitaria di Bologna. Lo striscione è stato poi prontamente rimosso. Autori dell’azione di protesta sono i militanti del Collettivo universitario autonomo (Cua): “Abbiamo voluto sottolineare quella che secondo noi è una caratteristica della città di Bologna: schifare certe politiche razziste e xenofobe- spiegano i membri del Cua- negli ultimi mesi abbiamo visto un’escalation, sia a livello politico che di aggressioni all’interno della società, del suprematismo bianco e del razzismo”. Inoltre, una protesta contro l’approvazione di pochi gironi fa in Consiglio dei ministri del decreto Salvini, “una radicalizzazione nel solco di Minniti: attaccare i migranti e attaccare i poveri”. Immediata la risposta del Ministro “I soliti figli di papà dei centri a-sociali. Che pena. Credo che qualche mese di servizio civile o militare gli farebbe proprio bene”.

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Via libera della Ragioneria al provvedimento, ora è al Colle. Il testo contiene le misure per affrontare l’emergenza dopo il crollo del Ponte. Dopo l’ordinanza del 20 agosto che disponeva di 33,5 milioni, è prevista l’integrazione di 9 milioni di euro per l’anno 2018 e 11 milioni di euro per l’anno 2019″, si legge nel testo. Le risorse sono coperte con l’uso del Fondo per le emergenze nazionali. Inoltre il decreto nel caso in cui Autostrade non pagasse o ritardasse le spese di ricostruzione del ponte sarà lo Stato ad anticiparle, attingendo al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale.

Ormai alla sua quarta edizione, Imbavagliati, il festival di giornalismo internazionale civile, ideato e diretto da Désirée Klain, vuole sottolineare l’importanza della libera informazione, della necessità di tutelare blogger e giornalisti costantemente sotto pressioni e minacciati; vuole ricordare quanto lasciare solo un collega sia sbagliato. Fare rete e esprimere vicinanza e solidarietà combattendo per la giusta causa di un’informazione veritiera e senza filtri dovrebbe essere un diritto e un dovere di tutti. Nel corso del dibattito, sei giornalisti hanno raccontato le loro storie, ambientate in luoghi apparentemente diversi e distanti, seppure vicini ed affini nei contenuti e nelle dinamiche che hanno poi portato i cronisti a finire nel mirino di chi vorrebbe fermare le loro inchieste. L’amore per la verità, la volontà di “scavare” per andare ben oltre la superficiale apparenza dei fatti per addentrarsi nel cuore della notizia, scoprirla e raccontarla nella sua piene interezza, sprezzanti del pericolo al quale questo modo di ricostruire i fatti li espone: questo il filo conduttore che idealmente congiunge il cuore, le mani e le penne dei cronisti di periferia. Anche il Portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, ha proposto di rilanciare e “modernizzare” la scorta mediatica attraverso l’utilizzo di hashtag da lanciare in rete per far moltiplicare la solidarietà intorno ai cronisti minacciati. “Le storie dei giornalisti intervenuti oggi sono molto simili a quelle dei loro colleghi messicani, – ha affermato Riccardo Noury -proprio in questi giorni è stato ucciso l’undicesimo giornalista in Messico, una realtà frutto della commistione tra una criminalità molto aggressiva e Uno Stato inesistente. Il nostro compito è impedire che l’Italia diventi come il Messico.”

Un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce. Un vecchio aforisma del filosofo cinese Laozi è sicuramente molto azzeccato a Napoli, dove ovviamente le foreste non crescono e quindi non fanno rumore, mentre gli alberi cadono e fanno danni. Sono 1700 quelli da abbattere secondo un report del Comune di Napoli e pubblicato dal Mattino sui 28mila censiti. Occorrerebbe, anzi occorre metterli in sicurezza quanto prima, ma mancano i fondi. L’albero caduto in via Puccini martedì mattina era già stato segnalato a Palazzo San Giacomo come tanti altri che hanno ancora la fortuna di essere in piedi sulle loro radici. Quello caduto al Vomero, nei pressi del liceo Sannazaro, ha causato danni solo a delle autovetture parcheggiate nei pressi. Ben diversa la vicenda del 10 giugno 2013 che costò la vita a Cristina Alongi mentre lasciava la sua abitazione a bordo dell’auto. In quel caso un pino, malato da anni, cadde all’improvviso colpendo in pieno la panda gialla che transitava in via Aniello Falcone. Cristina fu uccisa dal tronco appesantito da rami e foglie lasciati crescere senza adeguati interventi, senza dare il giusto peso alla segnalazione di pericolo che il titolare di un bar della zona aveva rivolto alle autorità competenti pochi giorni prima. Per evitare che vicende come queste si ripetano il comune chiede aiuto. Nel giro di due anni potrà tagliare appena 360 alberi. Troppo pochi. Tanti di questi si trovano all’interno della Floridiana. L’assessore al Verde Maria D’Ambrosio spiega che non si tratta di tronchi pronti a cadere, ma di alberi malati da tagliare quanto prima.

 

Anche l’ostacolo, benchè piccolo, Parma è stato superato. Ora davanti al Napoli e alla rincorsa al primo posto resta solo la Juventus che continua il suo percorso a punteggio pieno. Sabato pomeriggio alle 18 allo Juventus Stadium ci sarà il tutto esaurito per la sfida che ormai da qualche anno è tra le due squadre più forti del campionato di serie A. Da una parte Ronaldo e Dybala con una compagine alle spalle fatta solo di campioni dal calibro internazionale, contro un Napoli completamente rinnovato e rivitalizzato da mister Ancelotti, brillante e pieno di seconde linee, che seconde linee non sono, in grado di giocare da titolari. Dal Parma alla Juve il passo è enorme, cosa pensano i tifosi azzurri ad appena 2 giorni dal prossimo incontro.

 

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Conferenza stampa di presentazione della partecipazione della Citta’ Metropolitana di Napoli e della Camera di Commercio al World Tourism Unesco (WTE), il Salone Mondiale del Turismo, Citta’ e Siti Patrimonio Unesco, in programma a Siena dal 28 al 30 settembre

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Non hanno esitato i criminali ad agire senza timore nel salotto buono della città. Puntare una pistola e fare fuoco contro qualcuno non è più un problema neanche a Piazza Plebiscito, uno dei punti più famosi e, per questo, vigilati della città. Neanche se le strade sono ancora animate alla fine di un sabato di movida. Quando la vendetta chiama, la voglia di affermazione è vitale e, la logica del branco è l’unica riconosciuta, i baby criminali della città non si tirano indietro. E’ successo ancora. All’alba di domenica un giovane di 20 anni è stato infatti ferito con un colpo di pistola alla gamba tra piazza plebiscito e via roma, in un episodio inquietante sul quale la vittima non ha fornito elementi utili, affermando di non sapere neanche perché sia finito nel mirino. I carabinieri sono al lavoro per cercare di ricostruire lo scenario nel quale è maturato l’episodio e, a giudicare dal passato dei protagonisti noti della vicenda è probabile che tutto sia da ricondurre allo scontro per la supremazia territoriale di gruppi criminali dei quartieri Pignasecca e Santa Lucia. Rampolli di clan ormai in pezzi e giovani ai margini dei contesti di criminalità organizzata che riproducono le logiche di camorra per l’egemonia su panchine, marciapiedi e ragazze. Al netto della gravità dell’episodio in sé, che per fortuna non ha avuto esito tragico, è la tensione che si respira in città a preoccupare. Tra stese, agguati, atti intimidatori e violenza cieca. Il nuovo modo nel portare avanti i riassetti criminali in una città sempre più smarrita e terra di nessuno, sfuggono molto spesso ai riferimenti tradizionali degli stessi inquirenti, che faticano ad arginare gli imprevedibili colpi di testa di ragazzini che nelle pieghe della frammentazione dei clan, si muovono in branco attuando strategie cinematografiche ed azioni rapaci e violente contro chiunque non si pieghi ai loro sub-valori. E le isitituzioni sembrano incapaci di fornire risposte. Il ministro dell’interno Matteo Salvini ha annunciato la sua presenza in città a breve per discutere sul tema e l’impegno a inviare qualche poliziotto in più. La sensazione è che quello che manchi sia, piuttosto che qualche uniforme in più, una maggiore azione umana e culturale le per offrire ai giovani ai margini della società un’alternativa alla legge del più forte.

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