Il magistrato e il cavaliere. Non è il titolo di una ultima fiction storica che narra il rapporto tra due improbabili amici, ma è l’ennesima colpo di scena politico che ha come soggetto la città di Napoli e come candidati ai ruoli principali il sindaco Luigi de Magistris e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nelle ultime ore clamorosamente tornato a fare l’ago della bilancia non solo per governo e parlamento ma anche per le sorti del Comune di Napoli. A sei mesi dalla scadenza di sindaco e consiliatura con lo spettro di un commissariamento foriero di nuovi problemi economici per la città la cosiddetta stampella di Forza Italia per la giunta de Magistris potrebbe essere più di una ipotesi. A volerla, sempre secondo i rumors della politica campana, sarebbero da parte forzista Stefano Caldoro e Fulvio Martusciello, impegnati a rafforzare il partito, a tenere a bada gli alleati scalpitanti e a logorare l’opa lanciata dal governatore Vincenzo De Luca sul capoluogo campano. A rifletterci dovrà essere Domenico De Siano, coordinatore regionale degli azzurri, ma la parola finale spetterà a Silvio Berlusconi, che in poco tempo si è ritrovato probabilmente a essere essenziale per la sopravvivenza di due soggetti sicuramenti agli antipodi della sua narrazione politica, il sindaco di Napoli e la parte pentastellata della maggioranza di governo. Insomma, un ritorno da moderato statista per il cavaliere che si era pensato una vecchiaia da capo dello Stato e si trova comunque, bene o male, garante della tenuta delle istituzioni.