La città si dimostra dunque aperta e accogliente – come suggerisce il titolo – pur in tutta la sua peculiarità (e problematicità): i tre registi, tutti napoletani nati negli anni ’70, che hanno già debuttato nel lungo da qualche anno, hanno il merito di mettere in scena, pur nell’ovvia tendenza al surreale e al grottesco tipica del genere, un ritratto convincente della Napoli contemporanea – dove il “buonismo” è sapientemente evitato – e non indegno dell’importante tradizione italiana della commedia a episodi. Prodotto dalla Run Film di Andrea e Alessandro Cannavale in collaborazione con Rai Cinema.