Sono 106 gli episodi di violenza contro i camici bianchi registrati nel 2019, il 20% in più rispetto al precedente anno a Napoli e provincia. Solo nei primi tre giorni se ne contano già cinque. L’ultimo episodio al Pellegrini è stato segnalato dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”. Il penultimo al San Giovanni Bosco.
 
Prima ancora, nella notte di capodanno, il caso di Barra dove un petardo ha provocato la perdita parziale dell’udito al medico di bordo e l’altro nel reparto pediatrico del San Giovanni Bosco. La vittima è stata una dottoressa internista aggredita verbalmente e con una bottiglia rotta. Infine il raid di un altro paziente psichiatrico contro suo padre. “Nello stigmatizzare ogni forma di violenza è necessario distinguere però le aggressioni da quegli episodi che per loro natura sono fisiologici quando si ha a che fare con un certo tipo di pazienti e per chi fa questo mestiere”, sottolinea il direttore generale dell’Asl Napoli1 Ciro Verdoliva.
 
A sostenere i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari e del 118, c’è anche il presidente dell’ordine dei medici Silvestro Scotti che afferma: «L’escalation di aggressioni è una questione civica e sociale – spiega Scotti – serve l’aiuto di tutti. Cerchiamo autori, cantanti, calciatori napoletani e non per un’iniziativa corale, per fermare l’escalation di aggressioni che mette a rischio il sistema di cure e la salute di tutti». E proprio a seguito di tutta questa sequenza di episodi sono pronte le telecamere di bordo e del personale del 118. Una soluzione necessaria per poter capire chi, quando, perché e intervenire tempestivamente.